Nove anni con Gian Piero Gasperini, quindici se si allarga lo sguardo all'intera stagione dei tre allenatori che lo hanno preceduto — Edy Reja e Stefano Colantuono — e poi, nell'arco di dodici mesi, tre diverse guide tecniche avvicendatesi sulla panchina nerazzurra. Un'anomalia profonda per una società abituata alla continuità: Ivan Juric esonerato il 10 novembre 2025, Raffaele Palladino a sua volta sollevato dall'incarico a stagione conclusa dopo un tentativo di rescissione consensuale andato a vuoto, e Maurizio Sarri prossimo ad approdare a Zingonia. Un cortocircuito tecnico che non si riflette soltanto sui risultati sportivi, ma che lascia tracce profonde nei conti del club.
UN PRECEDENTE LONTANO - Per trovare un episodio paragonabile nella storia dell'Atalanta occorre risalire alla stagione 2009/10, quando sulla panchina nerazzurra si alternarono Angelo Gregucci, Antonio Conte e Bortolo Mutti, con una gara affidata persino a Valter Bonacina, promosso direttamente dal settore giovanile; alla presidenza sedeva Alessandro Ruggeri. Quell'anno il club retrocesse in Serie B e si contarono addirittura tre tecnici impegnati nel corso della stessa annata. Oggi la situazione è diversa nei risultati — la Conference League garantisce almeno la continuità europea — ma altrettanto pesante sul piano gestionale.
IL PESO SUL BILANCIO - La stagione che si chiuderà a fine giugno lascia in eredità un nodo contabile di primaria importanza. La normativa vigente prevede che, in caso di esonero, vengano imputati nell'esercizio in cui avviene il licenziamento tutti gli emolumenti residui fino alla naturale scadenza del contratto. Questo significa che nel bilancio al 30 giugno 2026 l'Atalanta dovrà spesare integralmente due annualità di Palladino — contratto fino al 2027, ingaggio a stagione iniziata — e due di Ivan Juric: ipotizzando per entrambi un compenso di almeno 2 milioni netti a stagione, si arriva a 7,4 milioni lordi per il tecnico croato e 6,2 per il campano. A questi importi vanno aggiunti i costi degli staff rispettivi, stimabili in almeno il 20% dell'ingaggio del tecnico di riferimento, con una forchetta complessiva tra i 13 e i 14 milioni a carico dell'esercizio, come riferisce L'Eco di Bergamo. Cifra a cui si sommerà, per la cassa ma non per questo bilancio, il costo del contratto di Sarri e del suo staff dal momento dell'ufficializzazione.
LA TRAIETTORIA DEI COSTI - Questi numeri si inseriscono in una curva di crescita costante, parallela all'ascesa sportiva del club. Nel bilancio chiuso al 30 giugno 2025, la spesa complessiva per l'area tecnica e il personale sportivo aveva raggiunto i 107 milioni di euro: 88,2 milioni per i compensi ai calciatori, 13,9 per lo staff tecnico e 4,9 per incentivi all'esodo — presumibilmente riconducibili all'uscita di Gasperini e del suo gruppo di lavoro. Di questa somma, 15,5 milioni erano riferiti a bonus legati ai risultati sportivi. Un punto di partenza molto distante da quello del 2016, quando la spesa si fermava a 41 milioni, prima dell'avvio della cavalcata europea, e dal 2021, quando il primo ingresso stabile in Champions aveva portato la voce a 78 milioni.
LA VARIABILE DEI NUOVI INCARICHI - Esiste una condizione che potrebbe alleggerire il quadro nel bilancio 2026/27: qualora Juric e Palladino accettassero nuovi incarichi nei prossimi mesi, i rispettivi ingaggi smetterebbero di gravare sui conti nerazzurri, traducendosi in un risparmio diretto per il conto economico dell'annata successiva. Una variabile che il club tiene nella debita considerazione, ma su cui non può esercitare alcun controllo diretto.
UN ESERCIZIO FLORIDO MA NON SENZA AMAREZZE - Il paradosso di questa stagione sta tutto in una contraddizione: il bilancio che si chiuderà a fine giugno si annuncia complessivamente positivo, sostenuto dai ricavi generati dalla partecipazione alla Champions League e dalla maxi-plusvalenza legata alla cessione di Mateo Retegui. Eppure il peso degli insuccessi sul campo si traduce in voci di costo straordinarie che nessun ricavo Champions può rendere indolori. La conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che anche per un club virtuoso come l'Atalanta le scelte tecniche sbagliate hanno sempre un prezzo: e in questo caso, il conto è scritto in maniera molto precisa nei registri contabili.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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