Il Milan ha smesso di inseguire e ha ricominciato a scegliere: il nome di Matías Soulé è risalito in cima alla lista rossonera per la trequarti, con un vincolo però pesante, perché nulla potrà muoversi davvero prima dell'uscita di Rafael Leão. Un incastro di mercato che tiene insieme Milano, Roma e la Turchia.
KARETSAS AL BORUSSIA DORTMUND - Il primo tassello è caduto ieri, quando Konstantinos Karetsas ha salutato il pubblico del Genk con un video affidato ai social. Il greco non vestirà il rossonero, come speravano Gerry Cardinale e Ruben Amorim, che nei giorni scorsi aveva provato a convincerlo con una telefonata personale: la sua destinazione è il Borussia Dortmund. Fine di una pista, inizio di un'altra ricerca.
L'IDENTIKIT ROSSONERO - Nei meeting tra l'allenatore e l'area tecnica i parametri sono stati fissati con precisione: serve un mancino da schierare fra trequarti e fascia destra, uno capace di accentrarsi, di allargarsi quando la manovra lo richiede e soprattutto di sopravvivere negli spazi minimi. Chi risponde a quelle voci? Soulé, per esempio, che di Serie A ne ha già respirata parecchia: tre maglie nel nostro campionato, quelle di Juventus, Frosinone e Roma.
SOULÉ IN USCITA DALLA ROMA - L'argentino è ormai fuori dal progetto giallorosso, con una valutazione che si aggira sui 40 milioni. Un mese fa quella cifra era già sul tavolo grazie ad Al Ahli e Al Ittihad, ma fu il giocatore a spegnere l'operazione: alla Saudi Pro League disse no senza esitazioni. Poi la Roma ha messo la firma sul prolungamento di Paulo Dybala e ha chiuso l'arrivo di Santiago Castro, restringendo ulteriormente lo spazio davanti. Da lì la decisione di guardarsi attorno alla ricerca di una sistemazione gradita: il Milan lo sarebbe, eccome. Il club dei Friedkin, che lo pagò 26 milioni più 4 di bonus, vuole monetizzare e incassare una plusvalenza.
I CONTI DI VIA ALDO ROSSI - I rossoneri considerano il profilo interessante, pur ritenendo eccessive le richieste capitoline, e lo inseriscono fra i candidati al ruolo di sottopunta nel 3-4-2-1. Amorim ne apprezza il rendimento in entrambe le fasi e lo ritiene compatibile con il proprio calcio. Nessuna fretta, però: sono già stati investiti oltre 100 milioni per Ramos, Gila e Diawara.
IL NODO LEÃO - E poi c'è la questione decisiva: l'eventuale arrivo di un nuovo trequartista passa dalla casella liberata dal portoghese, che resta un giocatore del Diavolo e ieri è atterrato a Perth, in Australia, prima tappa della tournée estiva. Su di lui è in corso un derby turco fra Galatasaray e Fenerbahçe, mentre non è escluso che nei prossimi giorni si affacci una proposta diversa, visto che il suo nome è stato offerto anche in Premier League e nella Liga. Nessuno dei due club di Istanbul, però, si è avvicinato ai 50-60 milioni fissati da Cardinale – come riporta La Gazzetta dello Sport – e il Milan per ora resta in trincea, valutando nel frattempo i possibili eredi.
L'ALTERNATIVA MASTANTUONO - L'argentino in lista non è uno solo. Il secondo si chiama Franco Mastantuono, diciottenne di talento raro che il Real Madrid ha deciso di girare in prestito proprio in questi giorni, su indicazione di José Mourinho, dopo una prima stagione spagnola vissuta a intermittenza. Il Milan lo segue dai tempi delle sue accelerazioni con il River Plate e il dossier può tornare d'attualità per un motivo semplice: l'Italia è la meta che il giocatore preferisce in caso di parentesi lontano dal Bernabéu. Smentite le voci su un rientro in patria, quando i blancos hanno prospettato al ragazzo e al suo agente un anno altrove, la risposta è stata una sola, secondo la ricostruzione della rosea: «Vogliamo la Serie A».
LA FORMULA È IL VERO OSTACOLO - Qui, però, si apre il capitolo tecnico. In casa rossonera il prestito secco non è mai stato uno strumento gradito, se non per emergenze da tamponare, come accadde a gennaio con Niclas Füllkrug. Puntare con convinzione sul classe 2007 imporrebbe quindi una soluzione differente, sul modello di Brahim Díaz: prestito, acquisto e successivo ritorno a Madrid attraverso la recompra. Il Real, per ora, ragiona soltanto sul trasferimento temporaneo puro. E di pretendenti, come immaginabile, non ne mancano.
Due argentini per una sola casella. Con un interruttore unico: il futuro di Leão.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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