Roberto Mancini è di nuovo il commissario tecnico dell'Italia. Il tecnico jesino si è presentato oggi in conferenza stampa accanto a Claudio Ranieri, nuovo direttore tecnico, con un mandato chiaro: restituire credibilità a una Nazionale che ha mancato per la terza volta consecutiva la qualificazione al Mondiale. L'accordo è quadriennale, il primo appuntamento è la Nations League.
IL RITORNO DOPO L'ADDIO DEL 2023 - Il primo tema non poteva che essere la separazione dell'estate 2023. Mancini ha spiegato di aver percepito allora una comunicazione insufficiente con il presidente Gabriele Gravina, convinto che un confronto diretto e riservato avrebbe potuto cambiare l'esito della vicenda. Nessuna scusa, però, dietro cui nascondersi: «La responsabilità di quanto accaduto è totalmente mia», ha ammesso, prima di rivendicare il valore di questa seconda occasione arrivata grazie a Giovanni Malagò. Sul legame con la maglia azzurra è stato lapidario: «La maglia della Nazionale per me è tutto».
IL CONTRATTO E LE AMBIZIONI - Sul fronte contrattuale non ci sono ambiguità: «Abbiamo fatto un contratto di quattro anni», ha confermato il ct, aggiungendo di sperare in uno o addirittura due trofei importanti e di poter restare il più a lungo possibile. L'obiettivo immediato – come riporta Gianlucadimarzio.com – è costruire in fretta un gruppo capace di qualificarsi all'Europeo e poi al Mondiale, con la convinzione che un'Italia presente alla rassegna iridata tornerebbe automaticamente tra le squadre da temere in qualsiasi competizione. Ma prima, ha ribadito, c'è la Nations League.
LA LINEA VERDE E IL CASO ZANIOLO - Il capitolo giovani è quello su cui il tecnico ha insistito di più. In Italia, a suo giudizio, i talenti esistono e vanno semplicemente messi in condizione di giocare: la percentuale di stranieri in Serie A è rimasta quella di quattro o cinque anni fa, e la strada resta far crescere i ragazzi accanto ai più esperti, senza demonizzare le esperienze all'estero quando garantiscono minuti. A supporto ha citato il percorso di Nicolò Zaniolo: al primo raduno non aveva mai giocato nemmeno in Serie B e appariva in difficoltà, al secondo era già perfettamente a suo agio. Da qui l'idea di un'identità comune a tutte le selezioni, dall'Under 18 all'Under 21.
UNO SPIRITO OFFENSIVO - L'impronta tattica sarà propositiva: proporre gioco, cercare la vittoria in ogni gara, con qualche spunto raccolto guardando il Mondiale appena concluso. Sul piano personale, Mancini ha ammesso di essere stato più rilassato la prima volta, perché la panchina azzurra comporta una pressione costante e problemi che ogni selezionatore conosce. Sugli stage si è mostrato prudente, ma ha assicurato che il lavoro comincerà immediatamente, con l'obiettivo di rimettere in moto la squadra senza attese.
LA QUESTIONE PASSAPORTI - Un ultimo passaggio ha riguardato la composizione della rosa. Il ct auspica che in Serie A trovino spazio il maggior numero possibile di italiani, ma non chiude alla possibilità di valutare calciatori con passaporto italiano cresciuti altrove, come accade in molte altre federazioni. Una scelta che, dopo le decisioni assunte dal Consiglio federale, verrà valutata caso per caso.
La ricostruzione parte da qui, con Claudio Ranieri nella cabina di regia federale. Le parole, per ora, sono quelle giuste. Il resto lo dirà il campo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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