Saper soffrire e portare a casa punti anche nelle serate meno brillanti è dote delle grandi squadre. L'Atalanta esce dall'Arena Garibaldi con un pareggio che interrompe la striscia di vittorie ma allunga quella dei risultati utili consecutivi. Raffaele Palladino, ai microfoni di DAZN, offre un'analisi lucida e onesta del match: riconosce i meriti di un Pisa scorbutico e i demeriti di un approccio troppo "soft" nel primo tempo, ma sottolinea la crescita mentale del gruppo rispetto a qualche mese fa. Se a Verona una gara simile si era trasformata in una disfatta, oggi la Dea ha saputo reagire, cambiare pelle tatticamente grazie anche ai nuovi innesti come Raspadori e alla fisicità di Krstovic, e strappare un punto che muove la classifica e dà continuità al progetto. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Mister, analizzando a freddo il primo tempo: quanti sono i demeriti dell'Atalanta per un approccio sottotono rispetto ai vostri standard recenti e quanti i meriti di un Pisa aggressivo?
«Sapevamo perfettamente che ci attendeva una partita difficile su un campo dove anche le grandi hanno faticato. Ci aspettavamo esattamente questo tipo di gara: tanta intensità, palle lunghe, duelli fisici e seconde palle da conquistare. I meriti del Pisa sono evidenti, ma noi siamo entrati in campo con uno spirito non adeguato: potevamo e dovevamo fare meglio. Di fatto abbiamo regalato un tempo agli avversari. Nel secondo tempo, invece, la musica è cambiata: siamo rientrati con una qualità diversa, un atteggiamento più propositivo e siamo riusciti a sbloccarla. Poi abbiamo subito il gol del pareggio, ma credo che alla fine l'1-1 sia il risultato più giusto per quanto visto in campo».

Cristian Brocchi da studio sottolinea come l'Atalanta sia solitamente aggressiva in avanti, mentre stasera questa caratteristica è mancata, soprattutto nella prima frazione. È stata una difficoltà nel portare pressione nella loro metà campo?
«L'analisi è corretta. Oggi siamo mancati davanti nel primo tempo, sia in fase di possesso che di non possesso. Abbiamo portato una pressione con poca intensità, arrivando spesso in ritardo sulle uscite e risultando sterili. Abbiamo lasciato l'inerzia della gara in mano al Pisa. Tuttavia, voglio guardare il lato positivo e lanciare un messaggio ai miei ragazzi: un mese e mezzo fa, una partita "sporca" e analoga a questa l'avremmo persa, come successo a Verona dove finì 3-1. Oggi invece portiamo a casa un punto prezioso per il nostro percorso, dando continuità ai risultati e dimostrando una crescita caratteriale».

Tatticamente la gara ha offerto spunti interessanti, specialmente nella ripresa con l'ingresso di Raspadori e poi di Krstovic. Abbiamo visto un passaggio al 4-2-3-1 che affascina molto per la qualità offensiva in campo. È un'idea percorribile per il futuro? E dove vede meglio Raspadori?
«È assolutamente una soluzione percorribile, un'opzione che avevamo già adottato anche prima dell'arrivo di Jack. Abbiamo tanti attaccanti bravi e questo ci permette di variare. Il nostro sistema base resta il 3-4-3, ma all'occorrenza passare al 4-2-3-1 è semplice: basta togliere un difensore e inserire un trequartista tra le linee. Raspadori lo può fare benissimo, perché sa legare il gioco. Oggi Krstovic è entrato con il piglio giusto, facendo a sportellate con i loro difensori e aprendo spazi. Nel primo tempo volevamo sfondare centralmente ma perdevamo troppi duelli; nel secondo, con i quattro attaccanti e due esterni larghi, abbiamo fatto decisamente meglio».

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Sezione: Interviste / Data: Sab 17 gennaio 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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