È un'Atalanta che non conosce più ostacoli. La terza vittoria consecutiva, arrivata contro un Torino ostico, certifica la rinascita definitiva della creatura di Raffaele Palladino. In sala stampa, il tecnico nerazzurro si presenta con la serenità di chi ha ritrovato la "magia" e il sorriso dei suoi ragazzi. I nove successi nelle ultime dodici partite raccontano di una scalata vertiginosa, ma Palladino guarda oltre i numeri: parla di uomini prima che di calciatori, di un'alchimia unica che trasforma le idee tattiche in prestazioni perfette. Tra la difesa di Krstovic, il recupero lampo di Scamacca e un messaggio chiaro sul mercato ("difficile migliorare questa rosa a gennaio"), l'allenatore lancia la sfida: l'Atalanta vuole tutto, senza scegliere. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister, terza vittoria consecutiva, la nona nelle ultime dodici partite. È un ruolino di marcia impressionante per una rimonta che continua. Quanto è soddisfatto di questa prestazione contro un avversario complicato come il Torino?
«Siamo molto soddisfatti di questa bella vittoria e della prestazione offerta. Oggi ho chiesto a ogni ragazzo di scendere in campo con lo spirito dell'Atalanta, con quella mentalità vincente che abbiamo costruito in questi ultimi due mesi. La risposta è stata grandiosa. Nel primo tempo siamo stati davvero perfetti. L'unico rammarico è aver tenuto la partita aperta fino alla fine, perché nel calcio basta un attimo per riaprire i giochi, soprattutto contro una squadra forte come il Torino. Dobbiamo imparare a essere più cinici sotto porta. Al di là di questo, però, ho visto una squadra che si divertiva. Mi sento un allenatore davvero felice quando li vedo giocare così liberi, difendendo e attaccando tutti insieme. Stiamo crescendo e abbiamo ridotto il gap con le prime, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Le prossime partite saranno determinanti per la nostra risalita».
Stasera abbiamo assistito a un duello tra le panchine deciso dai cambi. È d'accordo nel dire che la profondità della rosa e la capacità di incidere di chi subentra sono stati fattori decisivi?
«Sono d'accordissimo. Sapete quanto tengo all'importanza dei cambi e ai ragazzi che subentrano: sfruttare tutte e cinque le sostituzioni ti permette di cambiare l'inerzia della gara, immettendo forze fresche ed energia. Oggi è successo esattamente questo, ma è una costante per noi: i nostri cambi sono spesso determinanti. La mentalità deve essere questa: chi parte dall'inizio e chi entra deve dare tutto per la squadra. Oggi è stata una partita bella anche tatticamente, preparata bene ed eseguita alla perfezione dai ragazzi. Ci siamo difesi benissimo e abbiamo attaccato con qualità, quindi la prestazione mi è piaciuta molto».
Poco fa Carnesecchi l'ha definita un "fenomeno" nel preparare le partite. Vedendo come la squadra la segue, sembra che quel feeling di cui parla spesso sia diventato qualcosa di molto profondo. È questo lo specchio della vostra crescita?
«È bello sentire queste parole, perché si è creata una sintonia, un'alchimia, direi quasi una magia tra di noi che è qualcosa di unico. Loro sono ragazzi incredibili e uomini straordinari. Quando preparo le partite e chiedo loro qualcosa, sono immediatamente ricettivi ed eseguono alla perfezione. Mi fanno sentire l'allenatore più felice del mondo, è un privilegio lavorare con loro e per loro. Sono felice soprattutto per il gruppo, che ha sofferto tanto nei primi mesi stando nelle zone basse della classifica. Adesso stanno raccogliendo le soddisfazioni che meritano. I "clean sheet" non sono merito solo della difesa o di Marco, che sta facendo un campionato fantastico, ma sono frutto del lavoro degli attaccanti che sono i primi difensori e dei centrocampisti che recuperano palla. Lavoriamo da squadra vera».
C'è un'immagine simbolo stasera: l'esultanza di Carnesecchi dopo la parata su Simeone e quella commossa di Pasalic dopo il gol, abbracciato da tutti. Al di là della classifica, c'è qualcosa di speciale che sta montando in questo gruppo?
«Prima della gara ho fatto un discorso alla squadra dicendo che non parlavo ai calciatori, ma agli uomini. Per me questo aspetto vale più di ogni altra cosa. E loro stanno dando risposte da grandi uomini. A volte diamo per scontato ciò che stiamo facendo, ma questi ragazzi stanno compiendo qualcosa di straordinario: abbiamo recuperato tanti punti e ridotto il divario con le prime. C'è una sintonia totale: sudano in allenamento, si fanno in quattro per stare bene fisicamente, sono professionisti esemplari. Ma, ripeto, non abbiamo fatto ancora nulla. Dobbiamo continuare a scalare con questa fame e questa mentalità perché vogliamo competere per stare lì davanti».
Le settimane "tipo", senza il doppio impegno, vi hanno permesso di lavorare meglio sul piano fisico? Si vede una squadra più continua nei novanta minuti.
«Sì, questo è un aspetto molto importante. A dicembre abbiamo avuto qualche giorno in più per lavorare, anche se la settimana tipo perfetta non c'è quasi mai stata. Abbiamo sfruttato quel tempo per mettere benzina nelle gambe, forza e corsa. I ragazzi lo stanno facendo con dedizione e la crescita fisica è evidente. Domani riposeremo, ma da lunedì riprenderemo a pedalare forte».
Krstovic non ha segnato, ma ha lottato come un leone. È giusto dire che, al di là del gol mancato, è piaciuto per questi "occhi della tigre" e per il lavoro sporco?
«Assolutamente sì, a me è piaciuto molto. Io non guardo i gol, quelli sono una conseguenza delle prestazioni e prima o poi arrivano. Nicola ha giocato per la squadra: ha difeso, ha attaccato, ha tenuto botta fisicamente e tecnicamente ha giocato meglio rispetto ad altre volte. È uscito sfinito dopo una grande prestazione. Poi è entrato Scamacca, che abbiamo ritrovato nonostante avesse un solo allenamento nelle gambe. Dobbiamo recuperare anche altri giocatori come Kolasinac e aspettiamo il rientro di Kossounou dalla Coppa d'Africa e Bellanova dall'infortunio, per rinforzare ulteriormente il gruppo».
Nonostante le assenze pesanti di Lookman e Scamacca titolare, avete trovato il gol con De Ketelaere e Pasalic. Siete riusciti a trovare valide alternative offensive anche senza i bomber designati.
«Sono soddisfatto di chi sta giocando. Anche Zalewski, in un ruolo non suo, lo sta interpretando con una perfezione che mi piace. Dobbiamo però essere più cinici: creiamo tanto ma non concretizziamo abbastanza. Devo trovare gol anche da altre zone del campo, ad esempio dai "quinti": oggi Zappacosta ha preso un palo e Bernasconi può inserirsi di più. Anche dai centrocampisti mi aspetto qualche inserimento in più. Sono contento per il gol di De Ketelaere, che non segnava da tanto, ma soprattutto per la sua prestazione. La cosa più positiva, però, resta la fase difensiva corale: gli attaccanti sono i nostri primi difensori».
Con tre competizioni da giocare, dovrete fare delle scelte? E se non voleste scegliere, serve il mercato?
«Scegliere? In che senso? Noi vogliamo giocarcela in tutte le competizioni. Siamo dentro a tutto e dobbiamo essere orgogliosi e determinati per andare avanti ovunque. Io voglio essere ambizioso come lo è la squadra e la società: bisogna pedalare forte. Non ci spaventa nulla, anzi, giocare tanto deve essere un motivo di orgoglio. Non bisogna scegliere nulla, bisogna andare forte sempre. Per quanto riguarda il mercato, sono in contatto quotidiano con la società. Vogliamo migliorare la rosa, ma a gennaio non è facile: i giocatori bravi chi ce li ha se li tiene stretti. Non è semplice pescare il rinforzo giusto. Vedremo cosa succederà, il mercato è imprevedibile, ma io sono già molto soddisfatto della rosa che ho a disposizione».
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De Ketelaere e Pasalic rilanciano Palladino
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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