Il gol che apre la serata e le parole che la riassumono. Dopo il vantaggio firmato al nono minuto sugli sviluppi di un corner, nella notte della Timsah Arena chiusa sull'1-4 per gli azzurri, Alessandro Bastoni si è raccontato ai microfoni di Rai Sport con una sincerità rara. Il difensore è tornato sulla notte di Bosnia e sul peso che ancora si porta addosso, ha rivendicato la scelta di prendersi le responsabilità, ha chiesto di indirizzare le critiche verso i giocatori più esperti per proteggere i giovani e ha invitato tutti all'equilibrio, senza però rinunciare al diritto di sorridere. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Ha sbloccato lei questa partita, dopo giorni complicati, pieni di critiche e di fantasmi: forse si è sbloccato anche lei, dopo mesi e dopo quella notte in Bosnia.
«Sì, è inevitabile: ogni volta che vengo qua devo pensare a quella notte, no? Chiaramente sarò in debito con tutti gli italiani per i prossimi almeno quattro anni, speriamo di recuperare questa cosa. Nonostante questo, dalle difficoltà ho sempre scelto di uscirne a testa alta, di prendermi le mie responsabilità, perché so quello che valgo e so quello che posso dare: con l'aiuto di tutti i compagni stiamo provando a riportare questa Italia dove merita».

Da dove si riparte, dopo mesi così complicati?
«Sappiamo che probabilmente abbiamo toccato il punto più basso degli ultimi anni e ne siamo consapevoli, ma siamo un gruppo nuovo, giovane, e c'è tanta voglia di rifarsi, di ripartire. L'ho detto anche prima: l'unica cosa che chiediamo è un po' di equilibrio, un po' di pazienza. E se c'è qualcuno da attaccare, con cui sfogarsi, che se la prendano con noi, che siamo un po' più abituati a questo tipo di pressione e di critiche. Abbiamo tanti ragazzi giovani che hanno qualità, che hanno voglia di imparare e di fare bene. Serve equilibrio, ma spero che questo sia un punto da cui ripartire».

Come Tonali, anche lei è pronto a prendersi tutte le responsabilità e tutte le pressioni: stasera però la squadra ha dimostrato di saper reagire, vecchi e nuovi.
«Penso sia un discorso di atteggiamento, mentale. In Italia mi sono reso conto, specialmente nell'ultimo anno, che non è facile convivere con tutto quello che riguarda i social e le chiacchiere esterne, perché ormai se ne sentono davvero di tutti i colori. Proprio per questo dico di attaccare noi, che non dico siamo abituati, ma insomma abbiamo le spalle un po' più larghe dei ragazzi giovani. Sono sicuro che saranno grandi risorse per noi».

Stasera si è vista gioco, gol, personalità: qual è la cosa più bella di questa Italia?
«Quello che ha detto lei: le nostre caratteristiche sono queste. Siamo giovani, abbiamo qualità, abbiamo voglia di dimostrare, e quando c'è stato da soffrire abbiamo sofferto tutti insieme. Ripeto, non bisogna esaltarsi, perché anche negli anni scorsi abbiamo avuto picchi di giornate in cui sembravamo top, e poi sappiamo tutti quello che è successo. Bisogna mostrare grande equilibrio, ma allo stesso tempo bisogna anche essere consapevoli di quello che siamo e ogni tanto dircelo, perché ogni tanto fa bene essere felici. E ogni tanto sorridere».

Una vittoria e una presa di posizione: Bastoni si carica sulle spalle il peso delle critiche per lasciare respirare i più giovani e chiede all'ambiente la stessa lucidità che la squadra ha mostrato in campo. Con un invito finale che, dopo mesi difficili, suona quasi come un programma: equilibrio sì, ma anche il diritto di sorridere, in vista della trasferta di Mancini e dei suoi a Parigi.

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Sezione: Italia / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 22:54
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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