L'ombra lunga, ingombrante e tremendamente talentuosa di Pio Esposito si allunga minacciosa sulle certezze offensive della Nazionale italiana. L'enfant prodige nerazzurro non si accontenta più di bussare timidamente alla porta di Coverciano, ma sembra letteralmente intenzionato a buttarla giù a suon di reti e prestazioni straripanti, candidandosi al ruolo di assoluto protagonista per l'imminente e cruciale spareggio mondiale.
IL MOMENTO D'ORO - Le credenziali con cui il promettente centravanti si presenta al cospetto del commissario tecnico Gennaro Gattuso sono a dir poco esplosive. Due marcature pesanti nelle ultime due apparizioni con la casacca dell'Inter, impreziosite dal recente sigillo domenicale, si sommano al formidabile bottino autunnale in maglia azzurra, fatto di tre centri in appena cinque gettoni. Un rendimento mostruoso che – come sottolinea La Gazzetta dello Sport – sta facendo vacillare profondamente la cabina di regia tricolore in vista della delicatissima semifinale playoff contro l'Irlanda del Nord, prevista per giovedì sul manto erboso della New Balance Arena.
LE GERARCHIE VACILLANO - Sulla carta, i gradi di inamovibili titolari apparterrebbero a Moise Kean e Mateo Retegui, un tandem collaudato capace di fatturare ben nove reti durante l'esaltante cavalcata del girone di qualificazione. Tuttavia, le condizioni attuali dei due senatori impongono riflessioni serie e immediate. Il puntero in forza alla Fiorentina è appena rientrato da un infortunio e nel recente incrocio di campionato ha palesato un po' di ruggine agonistica, fallendo un'occasione d'oro. L'italo-argentino, di contro, si porta dietro l'incognita pesante del ritmo partita: non scende in campo dal lontano 13 marzo, avendo salutato in anticipo l'Arabia Saudita per allenarsi in totale solitudine in Toscana. A complicare ulteriormente i piani c'è la defezione del padrone di casa Gianluca Scamacca, fermato dai ben noti guai fisici e in attesa di definire il proprio destino per l'eventuale finalissima.
A CACCIA DELLA STORIA E DEI TOP CLUB - Il gioiello dell'Inter ha già ampiamente dimostrato di sapersi esaltare nei momenti critici. Fu proprio lui, nella disastrosa serata di San Siro contro la Norvegia dello scorso novembre, a tenere a galla l'orgoglio tricolore, attirando irrimediabilmente i radar di corazzate di Premier League come Arsenal e Newcastle. Ora, il suo mirino è puntato su traguardi puramente leggendari: se dovesse trovare la via della rete prima del prossimo 28 giugno, affiancherebbe mostri sacri del calibro di Giuseppe Meazza e Gianni Rivera, gli unici nella storia capaci di segnare più di tre gol in Nazionale prima del ventunesimo compleanno. Un sigillo a Bergamo, inoltre, lo proietterebbe negli annali come il primissimo Under 21 a segnare per tre partite consecutive con la selezione maggiore.
IL RAMMARICO E LA PROMESSA - L'ambizione e la fame del ragazzo non si placano nemmeno di fronte a prestazioni eccellenti. Ripensando al miracolo di David De Gea che gli ha clamorosamente negato la doppietta domenicale a tempo scaduto, ha ammesso con lucida e amara autocritica: «Sono un po’ dispiaciuto perché forse avrei potuto calciare meglio. Adesso non riesco a proiettarmi troppo lontano con l’immaginazione ma magari il pallone buono entrerà giovedì...». Una speranza che accende irrimediabilmente l'entusiasmo dei tifosi e dello stesso allenatore calabrese, pronto ad affidarsi alla freschezza sfrontata di chi, quando l'Italia alzava la magica coppa nel 2006, stava appena imparando a muovere i primi incerti passi.
Il passaporto per le Americhe passa inesorabilmente dai piedi e dall'entusiasmo di questo gigante gentile, pronto a trasformare la fredda notte bergamasca nel trampolino di lancio definitivo verso l'Olimpo del grande calcio mondiale.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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