La panchina dell'Inter, fino a pochissimo tempo fa considerata un porto sicuro e inattaccabile, ha improvvisamente iniziato a scricchiolare. Il destino di Cristian Chivu, saldamente al comando della capolista, sembrava ormai blindato da una fiducia totale da parte della dirigenza di viale della Liberazione, tanto da far trapelare la concreta possibilità di un rinnovo contrattuale a lunghissima scadenza, addirittura fino al 2028. Un privilegio anomalo, mai concesso in passato a predecessori illustri come Simone Inzaghi. Eppure, le recenti e inaspettate frenate in campionato hanno rimescolato pericolosamente le carte sul tavolo.

I PASSI FALSI E IL CALENDARIO - Il margine di vantaggio accumulato dai nerazzurri, pur garantendo ancora il primato in classifica, ha subìto una drastica erosione. I recenti scivoloni hanno ufficialmente riaperto i giochi per il tricolore, delineando uno scenario che soltanto tre settimane fa appariva pura fantascienza. Il pareggio rimediato contro l'Atalanta era stato parzialmente assorbito senza troppi drammi, complice il contemporaneo ko del Milan contro la Lazio. Tuttavia, l'ulteriore e pesante passo falso commesso contro la Fiorentina ha fatto scattare un campanello d'allarme assordante ad Appiano Gentile, proprio a ridosso di un calendario insidioso che metterà l'Inter di fronte a Roma e Como.

IL PESO DELL'EUROPA E LA SCOMMESSA - In questo delicato momento di sosta e di inevitabili riflessioni, la pressione sulle spalle dell'allenatore è diventata asfissiante. La dirigenza era perfettamente consapevole di aver fatto una scommessa affidando la guida tecnica all'ex difensore rumeno, un azzardo calcolato che finora aveva pagato ottimi dividendi. Persino la cocente e prematura eliminazione dalla Champions League per mano del Bodo/Glimt era stata perdonata e metabolizzata rapidamente, sacrificata senza troppi rimpianti sull'altare del grande obiettivo stagionale: la conquista del campionato.

IL BIVIO FINALE - Adesso, però, le dinamiche sono radicalmente mutate. Nelle prossime otto decisive giornate, la compagine milanese si gioca letteralmente una stagione intera, partendo da una posizione di privilegio che non ammette ulteriori cali di tensione. Se il margine di vantaggio dovesse dilapidarsi del tutto culminando con la mancata vittoria dello scudetto, la permanenza del tecnico sulla panchina nerazzurra diventerebbe un'ipotesi decisamente improbabile. La volata finale è lanciata: per mantenere il posto, serve soltanto vincere.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Lun 23 marzo 2026 alle 22:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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