Il palcoscenico monumentale del Santiago Bernabeu si è definitivamente inchinato allo strapotere tecnico di Vinicius, autentico e indiscusso mattatore nel sentitissimo derby della capitale spagnola. Il fuoriclasse brasiliano ha trascinato di peso il Real Madrid a un rocambolesco e spettacolare successo per tre a due contro i cugini dell'Atletico Madrid, confermando un momento di forma celestiale dopo i fasti vissuti in Champions League contro il Manchester City e raggiungendo quota undici centri in campionato.

L'ILLUSIONE DELL'EX DEA E IL RIBALTONE - Il copione della gara aveva inizialmente assunto tinte inaspettate, con gli ospiti abili a gelare lo stadio alla mezz'ora esatta. A sbloccare l'equilibrio è stato l'ex idolo di Bergamo Ademola Lookman, implacabile nel capitalizzare un pregevole assist di tacco liberato da Giuliano Simeone. L'inerzia è però bruscamente svoltata nella ripresa. Prima un calcio di rigore trasformato con freddezza glaciale dallo stesso esterno verdeoro ha ristabilito la parità, poi un disimpegno fatale di un altro ex atalantino, Matteo Ruggeri, ha innescato il letale sorpasso firmato da Federico Valverde nell'arco di appena centottanta secondi di puro fuoco e fiamme.

LA RIVINCITA PERSONALE TRA I FISCHI MUTATI IN APPLAUSI - La girandola di emozioni non ha concesso alcuna tregua. Il tecnico dei padroni di casa, Arbeola, ha gettato nella mischia pezzi da novanta come Kylian Mbappé e Trent Alexander-Arnold, quest'ultimo inizialmente punito con la panchina per un ritardo alla rifinitura. Nonostante l'immediato e violentissimo pareggio siglato da Nahuel Molina con un missile sotto l'incrocio, la parola fine l'ha scritta ancora una volta il numero sette madridista. Sfruttando un ricamo del terzino inglese, l'esterno offensivo ha saltato l'avversario spedendo la sfera sul palo più lontano. Una doppietta che ha il sapore della redenzione assoluta: solo due mesi fa, complici i passi falsi nelle coppe nazionali, il talento sudamericano veniva sommerso dai fischi della sua stessa gente, trasformatisi oggi in un'assordante standing ovation al momento della sostituzione.

UNA SCALATA INARRESTABILE VERSO LA VETTA - L'espulsione rimediata dal centrocampista uruguaiano nel finale non ha minimamente scalfito la trionfale serata della panchina merengue. Il condottiero spagnolo del Real incassa così la tredicesima gioia della sua scintillante gestione tecnica, mettendo in bacheca lo scalpo di Diego Simeone a pochi giorni da quello illustre di Pep Guardiola. Un ruolino di marcia impressionante, macchiato fin qui solo da tre fisiologici passaggi a vuoto, che rilancia prepotentemente le ambizioni di titolo, portando la squadra a sole quattro lunghezze dal Barcellona capolista.

Con un fuoriclasse in questo inebriante stato di grazia e una consapevolezza ritrovata, la corazzata casalinga lancia un messaggio inequivocabile all'intera Liga: la sanguinosa battaglia per il trono di Spagna è appena ricominciata.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Calcio Estero / Data: Lun 23 marzo 2026 alle 00:17
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture