Ivan Jurić ha affrontato la conferenza stampa della vigilia a Monzello con la franchezza che lo contraddistingue. A un anno dall'esonero di Bergamo, il tecnico del Monza ha parlato del suo passato, della squadra che affronterà oggi e del momento dei brianzoli.

IL PASSATO - Sul capitolo atalantino, la rivendicazione: «All'Atalanta penso di aver fatto buone cose, soprattutto in Champions». E la sintesi del congedo: «Evidentemente è mancata la fiducia».

L'AVVERSARIO - Sulla Dea, un riconoscimento che è anche un avvertimento: per i nerazzurri giocare ogni tre giorni è normale, «quei giocatori sono delle macchine».

IL MONZA - Sul ko di Bologna, un'autocritica: «Per la prima volta sono arrivato a casa non soddisfatto». Sul progetto, l'entusiasmo: un percorso «un po' pazzo ma interessante», con una squadra giovane per scelta, «una strada rischiosa ma molto bella». E la convinzione: «Riusciamo a competere con chiunque».

LA SALVEZZA - Lo sguardo è interno: si lotterà soprattutto contro se stessi, alzando il livello ed essendo più maliziosi.

I SUOI - Pessina convocato, Birindelli fuori per una botta, Varela da proteggere dal clamore della prima convocazione con il Portogallo, come raccontato nel pezzo su la prima chiamata del centravanti. Il quadro integrale è nella conferenza di Ivan Jurić; dall'altra parte, Maurizio Sarri arriva al Brianteo dopo una settimana di ritiro.

Un ex amareggiato e convinto del suo progetto: oggi Jurić ritrova la Dea con qualcosa da dimostrare.

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