Ci sono giocatori che passano e altri che restano per sempre nel cuore di una città. Luciano Passirani, storico dirigente nerazzurro, ha raccontato in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com il suo ruolo dietro una delle pagine più belle della storia nerazzurra: l'arrivo a Bergamo di Glenn Stromberg.

Aver contribuito all'arrivo di Stromberg a Bergamo è stata una delle sue maggiori soddisfazioni?
«Assolutamente sì, una soddisfazione enorme. Per me Stromberg è il giocatore più rappresentativo che l'Atalanta abbia avuto nella sua storia. Non c'è più stato uno Stromberg. È stato un calciatore importantissimo, ma soprattutto una figura che ha rappresentato qualcosa di speciale per Bergamo e per i bergamaschi».

Nemmeno Josip Ilicic?
«Ilicic è stato un grandissimo giocatore, soprattutto dal punto di vista tecnico, ma sono due personaggi completamente differenti. Stromberg ha dato qualcosa in più sotto altri aspetti. I tifosi bergamaschi lo adorano ancora oggi, vive tuttora qui ed è diventato una vera icona della città. Per me resta una delle figure più importanti della storia atalantina».

Lei ha avuto un ruolo importante nell'arrivo di Glenn Stromberg all'Atalanta. Come andò?
«Fu una bellissima esperienza. Previtali mi mandò in Svezia a osservare Stromberg e fui il primo a seguirlo direttamente per conto dell'Atalanta. Rimasi là dodici giorni e successivamente tornai per altri dieci, perché volevamo conoscerlo bene e cercare di portarlo a Bergamo. Preparai una relazione molto positiva. Ricordo che alloggiavo all'Hotel Panorama di Göteborg e che, attraverso il suo procuratore, con cui poi diventammo anche amici, riuscimmo ad avviare i contatti. La trattativa vera e propria a Bergamo venne poi condotta da Previtali, del quale ero un uomo di fiducia».

Che ricordo conserva di quello Stromberg?
«Era un ragazzo straordinario. Ricordo che andava agli allenamenti in bicicletta, portandosi gli indumenti in un sacchetto. Tornava a casa e il giorno successivo si presentava con tutto lavato e stirato dalla madre. Erano abitudini semplici, che raccontavano molto della persona. Mi colpì anche questo suo modo di vivere il calcio, oltre naturalmente alle qualità che aveva come giocatore».

Un legame nato tra le strade di Göteborg e diventato parte dell'identità bergamasca. E nell'integrale l'ex dirigente passa anche al presente, con un giudizio severo sulla squadra di Sarri.

LEGGI QUI → L'intervista integrale di Luciano Passirani ai microfoni esclusivi di TuttoAtalanta.com

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Sezione: Esclusive TA / Data: Sab 07 novembre 2026 alle 18:00 / Fonte: Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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