Il futuro di Gleison Bremer è diventato uno dei grandi temi del mercato della Juventus. Per rispettare gli equilibri di bilancio, prima di affondare i colpi in entrata i bianconeri devono aprire a un'uscita di peso, e il difensore brasiliano è il profilo più pregiato sul tavolo: dalla Germania, intanto, il Bayern Monaco ha alzato il pressing, trasformando un interesse di lunga data in un corteggiamento concreto.
LA STRATEGIA DELLA CONTINASSA - Il principio è quello di sempre: per spendere, prima bisogna incassare. La Juventus ha già aperto il portafoglio — Ekhator è stato il primo investimento dell'estate — e ora la parola d'ordine, alla Continassa, è cessioni. In attesa di sciogliere il nodo Randal Kolo Muani e di definire l'operazione Tarik Muharemović, il club sa che dovrà sacrificare un big: soltanto così l'esigenza di fare cassa per finanziare il mercato potrà sposarsi con l'ambizioso progetto di Luciano Spalletti.
LE AMBIZIONI DI BREMER - A spingere verso una possibile separazione - descrive La Gazzetta dello Sport - c'è anche la testa del giocatore. A quasi trent'anni, il brasiliano avverte l'urgenza di alzare trofei, naturale traguardo di una carriera costruita ai massimi livelli. La fiducia nella Juventus resta intatta, così come l'ottimo legame con l'ambiente, ma il difensore è consapevole che ogni nuovo ciclo porta con sé un margine di incertezza sui risultati immediati. Ecco perché, davanti a una proposta di valore, non avrebbe alcuna intenzione di tapparsi le orecchie.
IL PRESSING DEL BAYERN - Da Monaco, del resto, i segnali sono nitidi: i bavaresi seguono il centrale da tempo e adesso hanno cambiato marcia, alla ricerca di un difensore capace di trasmettere solidità e implacabile nell'uno contro uno. Caratteristiche che disegnano l'identikit del giocatore. Sarà proprio l'uomo che Carlo Ancelotti ha portato con il Brasile in America senza ancora concedergli un minuto a salutare Torino? Possibile, se non probabile. Sul piano economico, però, le distanze restano: alla Continassa Bremer non viene valutato meno di quaranta milioni, mentre in Baviera si studia un affondo di circa dieci milioni più basso. Sullo sfondo resta la clausola rescissoria da 58 milioni, attiva soltanto fino al dieci agosto e difficile da sostenere per chiunque.
RAPPORTI E INTRECCI - A rendere l'operazione tutt'altro che impossibile ci sono i buoni rapporti tra i due club, spesso decisivi in trattative di questo tipo. E c'è pure un orizzonte più ampio: a Spalletti è da sempre gradito Kim Min-jae, uno degli architetti dello scudetto conquistato dal tecnico a Napoli nel maggio del 2023. In quella retroguardia perfetta il coreano si era ritagliato un ruolo nobilissimo, e il dialogo tra il difensore e il suo maestro di allora potrebbe ora riaccendersi all'ombra della Mole.
IL DOPO-BREMER - Per l'eventuale sostituto, però, il primo nome nell'agenda di Giovanni Carnevali resta quello di Jhon Lucumí. Se ne discuterà più avanti, quando tra Juventus e Bologna tornerà il sereno dopo il doppio affare — Fabio Miretti in Emilia, il colombiano sotto la Mole — che sembrava concluso a fine giugno e che invece è finito ai supplementari. Miretti verso Bologna resta una pista apertissima, così come Lucumí verso Torino.
Il compromesso, insomma, è a portata di mano: una via d'uscita capace di far sorridere tutti, tra le esigenze tecniche del Bayern e la disciplina di bilancio della Juventus.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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