Il Mondiale della tecnologia totale ha presentato il conto a Mario Pašalić. Nel finale rovente di Portogallo-Croazia, un sensore nascosto nel pallone ha stabilito che il centrocampista dell'Atalanta era in fuorigioco per una frazione di millimetro, cancellando il gol del 2-2 e spedendo la Croazia fuori dalla rassegna iridata. Fine dei giochi per il nerazzurro, in un epilogo che ha riacceso l'eterno dibattito tra scienza e magia del calcio.

IL TOCCO INVISIBILE - Tutto si è consumato al 104', nel rovente sedicesimo tra Portogallo e Croazia, in un recupero infinito e agonico. Sul cross disperato in area lusitana, la deviazione di Joško Gvardiol aveva fatto esplodere i croati: 2-2, rete inizialmente convalidata. Poi la revisione. Prima che il pallone arrivasse a Renato Veiga, infatti, Igor Matanović lo aveva sfiorato in maniera impercettibile: un contatto invisibile a occhio nudo che, riavviando l'azione, ha lasciato Pašalić in posizione irregolare. Gol annullato, Croazia eliminata e in lacrime sull'erba di Toronto. La Fifa ha certificato la correttezza tecnica della scelta, mostrando il grafico – il cosiddetto heartbeat – generato dal sensore interno alla sfera, capace di registrare l'istante esatto dell'impatto.

IL PALLONE CHE PENSA - A decidere è stato un dispositivo tanto sofisticato quanto spietato. Il pallone ufficiale del torneo, l'Adidas Trionda, ospita un sensore inerziale capace di 500 rilevazioni al secondo: registra ogni minima variazione d'accelerazione e trasmette i dati in tempo reale al Var, che li incrocia con quelli delle telecamere del fuorigioco semiautomatico di ultima generazione. Se gli obiettivi ricostruiscono la posizione tridimensionale dei giocatori, il chip aggiunge l'attimo infinitesimale del tocco: un intreccio di dati – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport – tanto stupefacente quanto crudele. E soprattutto capace di riportare a galla un interrogativo antico: si può sacrificare l'emozione sull'altare del millimetro, inseguendo la decisione perfetta?

NON È LA PRIMA VOLTA - In realtà il "Connected Ball" non è una novità assoluta: aveva debuttato al Mondiale 2022, era riapparso a Euro 2024 – quando assegnò a Bruno Fernandes una rete che Cristiano Ronaldo reclamava per sé – e poi al Mondiale per Club 2025. Persino in questa edizione si era già fatto notare, nella fase a gironi: in Svezia-Tunisia aveva convalidato un gol di Mattias Svanberg inizialmente annullato per fuorigioco. Era il quarto sigillo di un 5-1, e quasi nessuno vi aveva fatto caso. Stavolta, però, in ballo c'era la sopravvivenza di un'intera nazionale.

SCIENZA CONTRO EMOZIONE - Inevitabile, così, la spaccatura. Il ct croato Zlatko Dalić ha puntato il dito: con la tecnologia «si uccidono le emozioni e si toglie gioia al calcio». Disarmante l'onestà di Matanović, quasi incredulo: «Ho sentito un leggero contatto tra i capelli». Sul fronte opposto, il commissario tecnico portoghese Roberto Martínez ha difeso l'oggettività del sistema: «La tecnologia serve a questo: rendere le decisioni oggettive». E dagli studi americani di Fox non si è risparmiato Zlatan Ibrahimović, tagliente come sempre: «È stato un furto. Volevano Portogallo-Spagna agli ottavi».

IL CALCIO AUMENTATO - Mai come in questo torneo il gioco si è svolto dentro una ragnatela di sensori, telecamere ultrarapide, algoritmi di intelligenza artificiale e ricostruzioni tridimensionali. Ogni calciatore è stato sottoposto per tempo a una scansione integrale del corpo e possiede ora un "Digital Twin", un gemello digitale che ha mandato in pensione le vecchie sagome standard nelle revisioni del fuorigioco. Gli stessi arbitri, equipaggiati con la Ref Cam, sembrano usciti da un film di fantascienza – d'altronde Arnold Schwarzenegger, con la sua Austria già eliminata, avrà apprezzato la messinscena. Eppure nemmeno il calcio "aumentato" placa le polemiche: Mauricio Pochettino, argentino alla guida degli Stati Uniti, ha denunciato il trattamento differente riservato a Lionel Messi e al suo Folarin Balogun in due episodi analoghi, uno graziato e l'altro espulso.

Perché anche scomponendo le immagini in infiniti fotogrammi, dietro ogni macchina restano sempre occhi umani, con le loro interpretazioni. La verità del chip, in fondo, non ha spento del tutto quella del cuore: e per Pašalić, come per i tanti nerazzurri protagonisti di questo Mondiale, resta la beffa di un sogno spezzato da un battito invisibile.

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Sezione: Mondiali 2026 / Data: Sab 04 luglio 2026 alle 08:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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