Il mercato è fatto di corsi e ricorsi storici, di mode che ritornano prepotenti come vecchie cravatte lasciate nell'armadio. In questi giorni di trattative febbrili, il calcio italiano sembra essersi accorto improvvisamente di aver bisogno di peso specifico in area di rigore. I centravanti di stazza, quella razza un po' dimenticata e messa in ombra dal "falso nueve" o dalla ricerca della velocità pura, sono tornati al centro del villaggio. Ma tra Napoli e Roma, i conti non tornano e le scommesse milionarie sui "colossi" rischiano di trasformarsi in rebus di difficile soluzione.

GIGANTI D'ARGILLA E MILIONI SUL PIATTO - Da una parte c'è il Napoli, che ha investito un tesoretto da 35 milioni (tra parte fissa già versata e obblighi futuri) per scoprire che l'oro della provincia non sempre luccica subito sotto i riflettori delle metropoli. Lorenzo Lucca, con i suoi due metri e zero uno di altezza, è finito per diventare un punto interrogativo tattico per De Laurentiis. Dall'altra c'è la Roma di Gian Piero Gasperini, che un anno e mezzo fa ha sborsato 38 milioni per Artem Dovbyk. L'ucraino, dopo una prima stagione da 17 reti, ora annaspa: solo 3 gol in pochi minuti e un infortunio rimediato ieri a Lecce che tiene tutti col fiato sospeso. Favole costose che si stanno sgonfiando.

LA CURA GASP E L'IPOTESI SCAMBIO - Ed è qui che le strade del destino potrebbero incrociarsi sulla linea dell'alta velocità Roma-Napoli - descrive La Gazzetta dello Sport -. A Trigoria, nonostante l'infortunio, si monitora con attenzione la situazione di Lucca, forse intrigati dalla capacità storica di Gasperini di moltiplicare le statistiche dei suoi centravanti. Chi meglio dell'ex tecnico atalantino potrebbe sgrezzare il gigante azzurro? Sull'altro fronte, Conte sa che per vincere serve concretezza e l'idea Dovbyk, seppur appannato, non dispiace. A volte basta cambiare aria per ritrovare la via del gol.

IL NODO RASPADORI E IL SALDO ZERO - In questo valzer di punte, resta viva la suggestione Raspadori. La Roma lo insegue, il Napoli forse rimpiange di averlo ceduto troppo a cuor leggero. Ma ogni movimento deve sottostare alla dura legge del bilancio. Il club partenopeo potrebbe permettersi l'ingaggio di Dovbyk (3,5 milioni netti) solo tagliando altre voci di spesa o piazzando esuberi come Marianucci o Ambrosino. La regola è il "saldo zero": creatività finanziaria al servizio dell'area tecnica.

Il festival dei sogni è appena iniziato e l'asse del Sud promette scintille. Tra incroci tattici e ritorni di fiamma, la sensazione è che qualcosa di grosso debba succedere. D'altronde, in un mercato dove Gasperini svezza talenti e Conte pretende vittorie, nessun nome è davvero intoccabile se serve a far quadrare il cerchio del gol.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Mer 07 gennaio 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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