Otto calciatori della Tunisia sono risultati positivi al clenbuterolo in seguito ai controlli antidoping effettuati circa due settimane prima dell'ultima gara della fase a gironi dei Mondiali 2026, disputata il 26 giugno contro i Paesi Bassi. La nazionale nordafricana è stata eliminata dal torneo dopo tre sconfitte consecutive, nonostante il cambio in panchina con l'arrivo del commissario tecnico Hervé Renard.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail e dal Times, l'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), insieme alle autorità competenti, avrebbe escluso qualsiasi assunzione volontaria della sostanza da parte dei giocatori. L'ipotesi ritenuta più probabile è quella di una contaminazione alimentare dovuta al consumo di carne bovina nel quartier generale della squadra a Monterrey, in Messico, dove il clenbuterolo viene ancora utilizzato illegalmente in alcuni allevamenti come promotore della crescita del bestiame.

Le analisi hanno rilevato soltanto micro-tracce della sostanza, ampiamente inferiori alla soglia considerata critica, compatibili con un'assunzione accidentale. Per questo motivo i calciatori coinvolti, i cui club sono già stati informati dell'accaduto, non saranno sottoposti ad alcuna sanzione disciplinare né a provvedimenti di squalifica.

La vicenda richiama quanto accaduto nel 2011 ai Mondiali Under 17, quando oltre cento partecipanti furono completamente prosciolti dopo essere risultati positivi al clenbuterolo a causa di una contaminazione alimentare analoga.

L'episodio ha comunque acceso un campanello d'allarme tra le nazionali ancora impegnate nella competizione. Alcune delegazioni, tra cui l'Inghilterra, hanno già adottato misure preventive, scegliendo di affidarsi a cuochi privati per ridurre al minimo il rischio di contaminazioni durante il soggiorno in Messico

Sezione: Mondiali 2026 / Data: Sab 04 luglio 2026 alle 11:30
Autore: Daniele Luongo
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