Voleva strappare un sorriso, Gianni Infantino, ma il risultato è stato l'opposto. Intervistato dall'emittente brasiliana CazéTV a margine di Messico-Sudafrica, il presidente della Fifa è tornato sul possibile allargamento del Mondiale, una rassegna passata da poco da 32 a 48 squadre, e lo ha fatto con una battuta sull'Italia che ha lasciato l'amaro in bocca a molti.

LE PAROLE - Il numero uno del calcio mondiale ha aperto allo scenario di un torneo ancora più ampio: «Abbiamo parlato anche di 64 squadre per coinvolgere ancora di più il mondo del calcio. La proposta è stata discussa in Consiglio, ma adesso godiamoci questa prima edizione». Poi la frecciata destinata a far rumore: «Forse con 64 squadre l'Italia si qualificherebbe. Potremmo arrivare a 228 per vedere se ci riesce». Conoscendo il legame di Infantino con il nostro Paese — è nato a Briga, in Svizzera, a un passo dal confine piemontese — l'intenzione era con ogni probabilità ironica. Una battuta che però cade nel pieno di un Mondiale che gli azzurri guarderanno da casa.

LA FERITA APERTA - Perché in Italia quelle parole hanno toccato un nervo scoperto. La delusione dell'eliminazione resta una cicatrice che non si rimargina, a dirla tutta, dal 2018, e lo smacco arriva proprio mentre il pallone tricolore si ritrova fermo al dodicesimo posto del ranking mondiale. Difficile, in questo clima, accogliere con leggerezza l'uscita del presidente Fifa.

LA LINEA DI ABODI - Sul fronte istituzionale, il ministro dello Sport Andrea Abodi ha scelto la prudenza – come riferisce La Gazzetta dello Sport – senza nascondere il proprio disappunto: «Voglio sentirlo, quello che ho letto mi lascia perplesso. Siccome la distanza tra Italia e Messico è ampia, è meglio sentirsi al telefono per capire, compatibilmente con i suoi impegni. Mi interessa sapere il suo pensiero diretto».

L'IRA DELLA FEDERAZIONE - Ben più netta la reazione della Figc. Negli ambienti federali si parla apertamente di un'uscita infelice, di una caduta di stile capace di ferire il sentimento dell'intera comunità sportiva italiana. E alle critiche del mondo del pallone si sono unite anche le voci di protesta arrivate dalla politica, a comporre un fronte trasversale di malumore.

UN AUTOGOL ANNUNCIATO - Così, nel giorno in cui Sead Kolašinac e la sua Bosnia entravano in scena al posto degli azzurri, l'ironia di Infantino si è trasformata nell'ennesima scintilla di una vigilia già carica di tensione per il calcio italiano.

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Sezione: Mondiali 2026 / Data: Sab 13 giugno 2026 alle 08:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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