La Federazione calcistica iraniana ha denunciato la revoca della quota di biglietti destinata ai propri sostenitori per i Mondiali, accusando gli Stati Uniti di aver creato un ulteriore ostacolo alla presenza dei tifosi iraniani sugli spalti.

In un comunicato ufficiale, la federazione ha dichiarato che, a pochi giorni dall’inizio del torneo, i tifosi iraniani non sono ancora in grado di assistere alle partite della fase a gironi della nazionale. L’organismo ha richiamato il regolamento FIFA che prevede l’assegnazione dell’8% dei biglietti di ogni incontro alle federazioni partecipanti, affinché possano distribuirli o rivenderli ai propri sostenitori.

Secondo la federazione iraniana, la quota inizialmente assegnata sarebbe stata revocata senza preavviso, rendendo impossibile la distribuzione dei tagliandi ai tifosi. Al momento, né la FIFA né le autorità statunitensi hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda.

L’episodio rappresenta l’ultimo capitolo delle tensioni tra Iran e Stati Uniti in vista del Mondiale organizzato congiuntamente da Stati Uniti, Messico e Canada. Sebbene l’Iran sia stato tra le prime nazionali a qualificarsi, la sua partecipazione è stata accompagnata da diverse difficoltà legate al contesto geopolitico e alle procedure di ingresso negli Stati Uniti.

La nazionale iraniana ha inoltre dovuto fare i conti con il mancato rilascio del visto a circa quindici componenti della delegazione, compresi membri dello staff e il presidente federale Mehdi Taj. Le incertezze burocratiche hanno costretto la squadra a modificare i propri piani logistici, trasferendo il quartier generale da Tucson, in Arizona, a Tijuana, in Messico.

La selezione iraniana è arrivata a Tijuana il 7 giugno e vi resterà per tutta la durata della competizione, pur disputando negli Stati Uniti le tre gare della fase a gironi contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto.

Sezione: Mondiali 2026 / Data: Mar 09 giugno 2026 alle 13:15
Autore: Daniele Luongo
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