C'è un record che profuma di longevità e di disciplina, e porta la firma di Yuto Nagatomo. A Kansas City, con in testa una fascia che richiamava l'antica tradizione guerriera del suo Paese, il terzino giapponese ha atteso il responso. Quando ha sentito scandire nome e cognome tra i convocati, l'uomo che la cultura nipponica vorrebbe impassibile non è riuscito a restare tale: è scoppiato a piangere. L'ex difensore dell'Inter e del Cesena è così diventato il primo calciatore del Giappone a disputare cinque edizioni del Mondiale.
UN PRIMATO DA GIGANTI - Per dare la misura dell'impresa basta osservare la compagnia: a quota cinque partecipazioni restano davanti a lui soltanto fuoriclasse del calibro di Cristiano Ronaldo, Lionel Messi e il portiere Guillermo Ochoa, tutti a sei. Un club ristrettissimo, nel quale Nagatomo entra con il piglio di chi ha fatto della costanza la propria cifra.
IL VETERANO - Il difensore, che spegnerà 40 candeline a settembre, ha messo insieme finora 15 presenze complessive nelle rassegne iridate, da Sudafrica 2010 fino a Qatar 2022 – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport. Adesso punta ad arricchire quel bottino e a togliersi qualche soddisfazione, pur non figurando tra i titolari designati dal navigato commissario tecnico Hajime Moriyasu. Una presenza che vale soprattutto per esperienza e carisma, in un Mondiale che gli italiani vivranno da spettatori.
GLI ANNI ITALIANI - Terzino sinistro dotato di buona tecnica, Nagatomo è rientrato in patria nel 2021 per vestire la maglia del Tokyo FC, ma il pubblico italiano lo ricorda nei suoi anni migliori, quando sulla corsia mancina era una freccia. Lasciò il nostro campionato con un bagaglio di tutto rispetto: 210 partite e 11 reti. Una parabola che oggi lo riporta sul palcoscenico più prestigioso, lo stesso che vedrà protagonista anche Sead Kolašinac con la sua Bosnia, mentre l'Italia resta a guardare dal dodicesimo posto del ranking.
A quasi quarant'anni, le lacrime di Nagatomo raccontano una verità che nessuna statistica può contenere: arrivare fin qui, quando tutti pensavano che il viaggio fosse finito, è già una vittoria.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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