La Croazia aveva bisogno di una risposta, e l'ha trovata. Nel test casalingo contro la Slovenia — ultimo appuntamento prima della partenza per il Mondiale — la nazionale di Zlatko Dalić ha superato 2-1 i vicini di casa, scrollandosi di dosso i dubbi emersi dopo la sconfitta di qualche giorno fa contro il Belgio. A consegnare i tre punti ai padroni di casa, nel momento più difficile della serata, è stato Mario Pašalić, il centrocampista dell'Atalanta che continua a essere un punto di riferimento prezioso per la selezione balcanica nei momenti che contano.

UNA PARTITA SOFFERTA - La Croazia non ha mai convinto davvero nel corso dei novanta minuti, pur dominando nel complesso il confronto con una Slovenia organizzata e tutt'altro che disposta a fare da sparring partner. Ad aprire le marcature era stato Luka Modrić, simbolo e cuore pulsante di una generazione che da anni regge sulle proprie spalle il peso delle aspettative croate. Il gol del capitano aveva illuso i padroni di casa, ma all'ottantatreesimo Andraž Šporar aveva rimesso tutto in discussione, trovando il pareggio che faceva tremare il pubblico di casa e riportava a galla i fantasmi della prova opaca contro il Belgio.

L'INGRESSO DI PAŠALIĆ E IL GOL DECISIVO - È in questo contesto di crescente tensione che Dalić ha scelto di affidarsi all'atalantino. Entrato nella ripresa proprio al posto di Modrić, Pašalić ha avuto il merito di tenersi lucido quando la partita rischiava di scivolare verso un finale amaro, trovando il gol che ha riportato il vantaggio alla Croazia e messo in cassaforte una vittoria fondamentale soprattutto per il morale del gruppo. Non è la prima volta che il centrocampista nerazzurro si fa trovare pronto nei momenti chiave con la maglia della nazionale: una capacità di incidere che ha reso Pašalić uno dei sei atalantini al Mondiale 2026, tra i più affidabili nell'economia della Croazia.

IL VALORE MENTALE DEL SUCCESSO - Più che il risultato in sé, conta il messaggio che questa vittoria manda alla vigilia del Mondiale. La sconfitta contro il Belgio aveva aperto interrogativi legittimi sullo stato di forma e sulla tenuta mentale di un gruppo che in queste settimane di preparazione non aveva ancora trovato una continuità convincente. La reazione contro la Slovenia offre una risposta parziale ma concreta: la Croazia sa soffrire, sa restare in partita anche quando le cose si mettono male, e sa trovare le risorse per ribaltare situazioni avverse. Qualità che nei tornei di luglio fanno la differenza.

IL GIRONE L E LE AMBIZIONI CROATE - Archiviato il ciclo di amichevoli, l'attenzione si sposta sul Mondiale vero. La Croazia è stata inserita nel Gruppo L insieme a Inghilterra, Ghana e Panama: un raggruppamento che chiede alla squadra di Dalić di confermare la propria tradizione di squadra solida e difficile da battere nei contesti ad eliminazione diretta. Modrić e compagni si presentano alla fase a gironi consapevoli di dover fare i conti con l'Inghilterra di Tuchel, avversario di rango assoluto, ma con la convinzione che una squadra capace di battere la Slovenia con il cuore e con un colpo di genio da panchina possa ambire a qualcosa di più del semplice passaggio del turno.

Il Mondiale della Croazia comincia adesso. Con la fiducia ritrovata e un atalantino pronto a fare la differenza quando serve di più.

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Sezione: Mondiali 2026 / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 23:14
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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