L'Atalanta che si è vista a Gelsenkirchen è una squadra piacevole quando comanda il gioco e fragile quando lo subisce. Il 3-0 rifilato allo Schalke 04 rappresenta già di per sé un segnale, se si considera che le ultime tre spedizioni tedesche si erano chiuse con altrettante lezioni: 1-4 a Berlino contro l'Union, 0-3 ad Amburgo con il St. Pauli, 0-4 a Colonia. Ma il calcio di agosto va letto oltre il tabellino, e sotto la superficie del risultato convivono conferme e allarmi.

UN CENTROCAMPO CON DUE UOMINI PER RUOLO - Il reparto che offre più garanzie è quello di mezzo. Ederson, per l'occasione con la fascia al braccio, e Lazar Samardžić hanno risposto bene da mezzali ai fianchi di Gianluca Gaetano, in crescita davanti alla difesa pur con qualche sbavatura. Il discorso si allarga a Ibrahim Sulemana, dato in uscita da mesi ma autore di un precampionato solido e ordinato anche in Germania, dove ha rilevato proprio il brasiliano. Se si aggiunge che dalla panchina sono entrati Marten de Roon e Mario Pašalić, il quadro si compone da sé: Gaetano-de Roon, Samardzic-Pasalic, Ederson-Ibrahim Sulemana. Tre coppie, tre ruoli coperti. Volendo essere prudenti: il problema, oggi, non è lì.

IL VUOTO LASCIATO DA BERAT DJIMSITI - Il nodo, porta inviolata a parte, sta dietro. A Rotterdam le due reti incassate erano nate da episodi, ma la coppia formata da Giorgio Scalvini e Berat Djimsiti aveva tenuto botta contro un attacco agguerrito come quello del Feyenoord. Sabato, davanti a un reparto offensivo di caratura inferiore — nel terzetto avversario soltanto Kenan Karaman è parso avere spessore internazionale, nell'assenza dell'intramontabile Edin Džeko — la retroguardia ha faticato oltre il previsto: errori individuali, falli concessi in zone scomode, incertezze sia nella disposizione senza palla sia nella costruzione dal basso, con Marco Carnesecchi chiamato in causa più del necessario. Il difensore albanese, insomma, manca non solo per rendimento, ma per carisma e letture tattiche.

KOLASINAC E LA QUESTIONE CARISMA - La conferma è arrivata dal miglioramento registrato dopo l'ingresso di Sead Kolašinac. Il bosniaco da centrale in una linea a quattro soffre, e i centimetri che gli mancano si notano nel gioco aereo, ma sul piano della personalità ha pochi rivali in rosa. Un cerotto, non una soluzione: ecco perché l'intervento sul pacchetto dei centrali resta il dossier più urgente di questo finale di mercato.

L'ATTESA PER THOMAS KRISTENSEN - Il nome più caldo resta quello del danese, ma un dettaglio invita alla cautela – come sottolinea L'Eco di Bergamo –: Thomas Kristensen continua a essere impiegato con regolarità nelle amichevoli dell'Udinese, e non è esattamente il comportamento di un giocatore in partenza. In attesa che Kristensen o chi per lui sciolga la riserva, il centrale difensivo resta la casella prioritaria.

ESTERNI, NESSUNO HA ANCORA CONVINTO - Il bosniaco, età e infortuni a parte, potrebbe rientrare anche nel ballottaggio sulle corsie, ruolo che ricopre abitualmente con la propria nazionale. Maurizio Sarri sta intanto distribuendo i minuti con una spartizione millimetrica tra Davide Zappacosta e Raoul Bellanova a destra, Honest Ahanor e Lorenzo Bernasconi a sinistra: segnale evidente che nessuno si è ancora preso il posto. A Rotterdam aveva reso bene l'accoppiata tra l'esterno azzurro e i ripiegamenti costanti di Kamaldeen Sulemana, esperimento riproposto a inizio ripresa in Germania ma interrotto dopo dieci minuti dall'infortunio del ghanese. Anche per questo l'attesa attorno a Kamaldeen è tutt'altro che marginale.

IL TRIDENTE NON BRILLA ANCORA - Nemmeno davanti il tecnico ha trovato la quadratura, ma qui la questione non riguarda né i numeri né il talento. A Gelsenkirchen si è vista quella che dovrebbe essere la formazione tipo offensiva, con Gianluca Scamacca punta centrale, Charles De Ketelaere a destra e Giacomo Raspadori a sinistra. Il belga, al primo impegno agonistico dopo il rientro dal Mondiale, e l'azzurro non hanno però dato la vivacità richiesta: a dialogare con il centravanti sono stati soprattutto Gaetano e Samardzic, che nonostante la nuova collocazione non hanno smarrito le proprie origini da trequartisti.

CENTRAVANTI, IMBARAZZO DELLA SCELTA - Al centro dell'attacco, invece, l'unico dilemma è chi mandare in campo. Nikola Krstović si è confermato specialista dei gol estivi, mentre l'ex Sassuolo ha mostrato la versione migliore di sé: messo nelle condizioni di attaccare fronte alla porta, in Italia ha pochissimi eguali. Non solo: lo si è visto ripiegare con continuità per dare una mano anche nella metà campo difensiva.

Tutte indicazioni da rimettere in ordine prima dell'amichevole di venerdì sera alla New Balance Arena contro l'Athletic Bilbao, valida per il Trofeo Bortolotti. Poi il primo appuntamento vero, quello a eliminazione diretta: i playoff di Conference, in programma il 20 e il 26 o 27 agosto. L'avversario si conoscerà giovedì sera.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 10 agosto 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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