C'è un filo sottile, ma robustissimo, che collega i campi di Caravaggio (casa della Serie C) al prato perfetto della New Balance Arena. Un filo che l'Atalanta ha trasformato in una catena di montaggio d'oro. Se l'anno scorso ci strofinavamo gli occhi per l'esplosione di Marco Palestra, quest'anno la scena se l'è presa, con prepotenza e intelligenza, Lorenzo Bernasconi. E la notizia più bella per la Società non è solo aver trovato un esterno mancino affidabile, ma la conferma che il "progetto seconde squadre" è la gallina dalle uova d'oro: un gioiello a stagione, pronto all'uso, senza spendere milioni sul mercato. Mica male.

Dal 1' al 90' senza calare di un giro. Guardare Bernasconi in campo è un esercizio ipnotico. C'è una caratteristica che salta all'occhio e che fa impazzire gli allenatori (Palladino ringrazia sentitamente): l'intensità. Questo ragazzo ha un motore ibrido di ultima generazione: parte al primo minuto pressando alto e arriva al novantesimo con la stessa, identica, ferocia agonistica. Non c'è gestione, non c'è risparmio: c'è solo corsa. Ma attenzione a non cadere nell'equivoco del "corridore e basta".

La vera sorpresa, confermata partita dopo partita, è la sua intelligenza tattica. Di solito, chi ha tanta gamba a vent'anni (22 per l'esattezza) tende a essere anarchico, a strafare. Lui no. Bernasconi sa quando affondare e quando temporeggiare, sa leggere le diagonali difensive (chiedere agli esterni del Torino annullati) e sa proporsi con i tempi giusti. È un giocatore "finito", maturo, che sembra calcare i campi di Serie A da un decennio e non da pochi mesi.

Il tesoro fatto in casa. La sua stagione è un crescendo rossiniano. Partito come alternativa, si è mangiato le gerarchie un allenamento alla volta, dimostrando che la Serie C formativa non è un parcheggio, ma una palestra di vita (in tutti i sensi). Oggi Bernasconi non è più una scommessa o un tappabuchi per le emergenze: è una certezza capace di non tremare, quando anche sotto la gestione Juric è stato chiamato a scendere in campo titolare in Champions League. Un esterno moderno che ara la fascia, crossa col contagiri e difende con l'osso del collo.

Se l'Atalanta può permettersi di guardare al mercato con serenità, è perché sa che in casa ha risorse infinite. Palestra ha aperto la via, Bernasconi l'ha asfaltata. E noi ci chiediamo già con curiosità: chi sarà il prossimo? Per ora, godiamoci questo mancino inesauribile che ha fatto innamorare Bergamo.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 12 gennaio 2026 alle 00:00
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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