I nerazzurri di Palladino espugnano l'Olimpico con un 2-0 chirurgico. La squadra incarta l'avversario con pragmatismo, il centrocampo si riprende la scena da protagonista, ma il ko di Raspadori tiene col fiato sospeso in vista della Champions.
LA MACCHINA PERFETTA - C'è un'aria diversa che si respira a Zingonia in questo avvio di anno solare. Una consapevolezza silenziosa, fatta di concretezza tattica e di una ferocia agonistica che sta letteralmente sgretolando ogni certezza avversaria. La vittoria all'Olimpico non è stata solo un crocevia fondamentale per le ambizioni continentali, permettendo il controsorpasso sul Como al sesto posto, ma ha certificato la solidità di un gruppo che sa soffrire e colpire. I dati di questo 2026 fanno stropicciare gli occhi: in otto uscite, la porta nerazzurra è rimasta inviolata per ben sei volte. Un bunker che ha permesso a Palladino di battere finalmente la sua nemesi tattica Sarri, superando i capitolini nel bilancio dei confronti diretti all-time in Serie A.
IL RITORNO DEL RE DEL CENTROCAMPO - Nessuna squadra può volare se il suo baricentro perde stabilità. Dopo mesi di prestazioni altalenanti, il centrocampo nerazzurro ha ritrovato il suo dominatore assoluto. A gennaio le sirene dell'Atletico Madrid avevano suonato forte, ma la società ha eretto le barricate trattenendo Ederson. Una scelta che oggi paga dividendi altissimi. All'Olimpico, con lo specialista Scamacca a riposo, il brasiliano si è preso la responsabilità di calciare il rigore decisivo. Una freddezza glaciale per il suo primo penalty nei tempi regolamentari in carriera, spiazzando Provedel e confermando la statistica infallibile della Dea dagli undici metri in questa stagione.
CINISMO E LETTURE DA GRANDE SQUADRA - La vera forza mostrata nella Capitale risiede nella testa. Nei primi venti minuti i padroni di casa hanno spinto forte, sbattendo però contro i riflessi prodigiosi di un Carnesecchi in stato di grazia, aiutato anche dal palo. Invece di farsi prendere dalla frenesia, la Dea ha incassato il colpo, abbassato i ritmi e preso gradualmente in mano le redini. Magistrale la lettura dalla panchina: togliere gli ammoniti Ahanor e Scalvini prima di rischiare l'inferiorità numerica denota una maturità assoluta. Poi, la stoccata finale firmata da Zalewski, che ha sentito l'aria di derby e ha trafitto la rete con un destro velenoso, archiviando la pratica con un cinismo spietato.
L'OMBRA SULL'IMPRESA - Il blitz perfetto porta però con sé un conto salato da pagare. Proprio nei minuti conclusivi, con il risultato ormai in cassaforte, Raspadori è stato costretto ad alzare bandiera bianca per un fastidioso risentimento muscolare al flessore della gamba sinistra. Un campanello d'allarme pesantissimo. L'orologio scorre inesorabile: martedì bussa alle porte la notte di Champions League nella bolgia del Borussia Dortmund. Perdere una pedina così duttile rischia di complicare i piani, ma questa squadra ha dimostrato di sapersi esaltare proprio nelle difficoltà. Il Muro Giallo fa un po' meno paura quando si ha la profonda certezza di essere tornati grandi.
IL TABELLINO E I PROTAGONISTI
LAZIO-ATALANTA 0-2
41' rig. Ederson (A), 60' Zalewski (A)
LE PAGELLE NERAZZURRE (I TOP)
CARNESECCHI, voto 7,5
Un felino a guardia del tempio nerazzurro. Riflesso prodigioso su Taylor e opposizione granitica su Noslin. Con prestazioni del genere, la maglia da titolare in Nazionale è una logica conseguenza. Saracinesca.
EDERSON, voto 7
Il signore degli equilibri. Interpreta le due fasi con un'intelligenza rara e trasforma il rigore decisivo con la freddezza di un sicario. Il vero MVP della serata. Dominante.
ZALEWSKI, voto 7
L'aria del derby lo accende. Sale in cattedra nella ripresa ed estrae dal cilindro una conclusione balistica velenosa che regala il raddoppio. Letale.
All. PALLADINO, voto 7
Una gestione da grande squadra. Affronta l'impegno con ritmi bassi ma con un cinismo spietato. Le scelte dalla panchina sono capolavori di lettura preventiva. Infallibile.
«I ragazzi hanno una grandissima ambizione, ma appena rientreremo tirerò le orecchie a tutti: bisogna restare umili, non abbiamo ancora fatto nulla. L'unico mio problema è l'imbarazzo della scelta.»
(Dalla conferenza stampa post-partita)
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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