BORUSSIA DORTMUND-ATALANTA 2-0 (p.t. 2-0)
3' Guirassy (B), 42' Beir (B)

Il sogno europeo dell'Atalanta si scontra brutalmente contro la dura realtà del Signal Iduna Park. Nella bolgia teutonica, la formazione guidata da Raffaele Palladino incappa in una serata stregata, cedendo il primo atto dei playoff di Champions League ai padroni di casa del Borussia Dortmund con un secco due a zero. Un passivo pesante, maturato interamente nei primi quarantacinque minuti, che fotografa impietosamente le amnesie difensive dei bergamaschi e la letale concretezza dell'undici tedesco, mettendo in grave salita il discorso qualificazione.

L'APPROCCIO DA INCUBO - Il piano tattico studiato con cura a Zingonia salta in aria dopo appena centoventi secondi. Esattamente ciò che lo staff tecnico aveva predicato di evitare si materializza in avvio: concedere praterie agli uomini più devastanti dello scacchiere avversario. Il laterale Ryerson conferma il suo spaventoso stato di grazia disegnando il quattordicesimo assist stagionale. La sfera attraversa maliziosamente l'area e trova Guirassy drammaticamente solo sul secondo palo: per il bomber francese naturalizzato guineano è pura accademia decollare indisturbato e depositare in rete il pallone del vantaggio.

L'ILLUSIONE DELLA REAZIONE - Costretta a rincorrere un avversario galvanizzato, la compagine orobica fatica tremendamente a tessere le proprie trame, aggrappandosi alle singole fiammate. Il sussulto più nitido porta la firma di Zalewski. L'esterno polacco ingrana la sesta sulla corsia mancina, brucia sullo scatto un disorientato Reggiani e penetra pericolosamente nell'area piccola. Il suo suggerimento a rimorchio verso il centro è un invito succulento, ma il taglio di Pasalic non trova il provvidenziale impatto con la sfera, vanificando una palla gol mastodontica.

LA SECONDA SPALLATA - Proprio quando la prima frazione sembra destinata ad andare in archivio col minimo scarto, arriva la mazzata che trancia le gambe. Una mortifera transizione giallonera mette a nudo tutta la fragilità della retroguardia ospite. A suonare la carica è ancora lo straripante Guirassy, che svernicia Djimsiti in velocità e divora trenta metri di prato palla al piede. Trasformatosi in rifinitore, l'attaccante apparecchia per l'accorrente Beier, il quale anticipa nettamente Bernasconi e spinge in fondo al sacco a porta sguarnita la rete del raddoppio.

LA RIPRESA BLOCCATA - Al rientro dagli spogliatoi, la sceneggiatura del match si trasforma in una logorante guerra di trincea, dominata dal tatticismo e dai ruvidi duelli fisici. Dalla panchina, il mister campano prova a mescolare le carte inserendo Hien e Krstovic, innesti che regalano un immediato vigore atletico ma non risolvono il cronico deficit di fluidità nella costruzione. Nemmeno l'avvicendamento in mediana, con Sulemana a rilevare capitan De Roon, riesce a garantire la scintilla offensiva sperata. L'unico, timido squillo scagliato verso i guantoni di Kobel porta la firma dell'ultimo subentrato Samardzic, ma il suo tentativo mancino si spegne dolcemente tra le braccia del portiere svizzero senza procurare alcun sudore.

Il triplice fischio sancisce un verdetto che brucia e che non ammette appelli. Tra soli otto giorni, sotto il cielo di Bergamo, l'Atalanta sarà chiamata a scalare una montagna titanica a mani nude: servirà l'impresa perfetta, quella delle notti magiche in cui la Dea si riscopre semplicemente divina.

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Sezione: Copertina / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 00:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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