Una serata che entra nella storia, quella dell'Atalanta che batte la Roma per 2-1 e si assicura, con due turni di anticipo, la qualificazione alla Champions League per la quinta volta negli ultimi sette anni. Tra gli artefici principali di questa impresa c'è Marten de Roon, veterano e anima pulsante della squadra nerazzurra, che nella conferenza stampa post-gara ha raccontato le emozioni di una notte destinata a restare nei cuori di Bergamo. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Marten, avete superato la squadra più in forma d’Europa, raggiungendo un traguardo straordinario. Come state vivendo questo momento nello spogliatoio?
"È stata una partita incredibile e raggiungere un traguardo così importante con due giornate di anticipo è fantastico. Ci rende tutti orgogliosi, perché questo gruppo ha fatto un lavoro straordinario, riuscendo a chiudere davanti a grandi squadre. La Roma veniva da una serie impressionante di risultati utili, ma stasera, specialmente nei primi trenta minuti, abbiamo dimostrato di poter essere nettamente superiori, creando tante occasioni. Nello spogliatoio c'è un clima speciale, meritato: questa è una grande soddisfazione per tutti noi."
Negli ultimi anni sembra diventata quasi normale la presenza dell’Atalanta in Champions. Cosa rende particolare quest’ultima qualificazione rispetto alle precedenti?
"Forse qualcuno pensa che sia scontato vederci lì ogni anno, ma non lo è affatto. È vero, a un certo punto della stagione abbiamo addirittura sognato qualcosa in più, ma confermare il terzo posto davanti a squadre come Juventus, Milan, Lazio e la stessa Roma resta qualcosa di straordinario. Ci siamo sacrificati, ci abbiamo creduto fino in fondo e siamo stati premiati. Il fatto che l’Atalanta sia diventata una certezza ad alti livelli rende ogni anno questo risultato ancora più importante."
Dopo una crescita continua anno dopo anno, pensi che la prossima stagione l’Atalanta possa puntare a traguardi ancora più ambiziosi?
"Noi vogliamo sempre migliorarci, ed è chiaro che dopo le undici vittorie consecutive di quest’anno ci è venuta voglia di alzare ulteriormente l’asticella. Però, come dice sempre il Presidente, partiamo con grande umiltà, pensando innanzitutto ai quaranta punti e poi al resto. Questa mentalità ci aiuta a crescere, a rimanere concentrati, e magari ci consentirà in futuro di giocare per obiettivi ancora più grandi. Adesso però è tempo di festeggiare e godersi questo momento."
La vittoria di stasera porta anche la firma inattesa di Sulemana, un ragazzo che finora aveva giocato pochissimo. Che cosa ci puoi raccontare di lui?
"Sulemana si meritava davvero questa gioia. Negli ultimi due mesi, in allenamento è stato uno dei migliori, mostrando una crescita notevole. Ha avuto poco spazio in campo perché lì davanti c’è tanta concorrenza, eppure non ha mai abbassato la testa. Non è facile mantenere questo atteggiamento senza giocare con continuità, ma lui è stato un esempio di forza mentale. Stasera è entrato, ha rischiato la giocata, ci ha riprovato e ha segnato un gol decisivo. L’abbiamo festeggiato tanto, perché se lo merita davvero."
Questa qualificazione è arrivata grazie ai successi negli scontri diretti contro avversarie dirette come Bologna e Roma. Quanto vi rende felici sapere che siete stati decisivi proprio contro queste squadre?
"Indubbiamente vincere contro rivali dirette aggiunge qualcosa di speciale alla qualificazione. Avevamo lasciato qualche punto contro avversarie sulla carta inferiori come Lecce, Torino e Venezia, ma siamo stati bravi a reagire battendo Bologna e Roma quando contava di più. Questi successi dimostrano il valore di questa squadra, capace di tirare fuori il meglio proprio nelle partite cruciali."
Marten, una domanda inevitabile sul futuro: cosa speri per l’Atalanta e per Gasperini?
"Per me la risposta è facile. Quando hai un allenatore che negli ultimi dieci anni ti porta nove volte in Europa, cinque in Champions League nelle ultime sette stagioni, è ovvio che desideri tenerlo ancora qui. Gasperini è unico nella preparazione tattica e nella capacità di motivarci. Lo conosco bene ormai, e personalmente mi auguro che possa continuare questo percorso con noi. Poi, ovviamente, la scelta sarà solo sua."
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