Una vera e propria stoccata, destinata a far discutere. Nel pre-partita di Roma-Torino, dagli studi di Sport Mediaset, l'opinionista Sandro Sabatini si è lanciato in un commento decisamente pungente riguardo al trasferimento di Giacomo Raspadori dall'Atletico Madrid all'Atalanta. L'attaccante della Nazionale, cercato con insistenza anche dalla Roma di Claudio Ranieri, ha scelto Bergamo preferendo un trasferimento a titolo definitivo rispetto alla formula del prestito proposta dai capitolini (e sondata anche da Napoli e Lazio).

"VOLEVA IL POSTO FISSO" - Sabatini non ha usato mezzi termini per analizzare la scelta del giocatore, ricorrendo a un paragone cinematografico quantomeno colorito: «Anche di Napoli, della Lazio... Ma guarda, sinceramente, il fatto che lui, Raspadori, nella versione ufficiale abbia rifiutato la Roma perché lo prendeva in prestito, assomiglia un po' al film di Checco Zalone che voleva il posto fisso. Ecco, per un ragazzo come Raspadori, il prestito con riscatto a fine stagione, io credo che sarebbe stata comunque un'ottima opportunità».

L'AFFONDO SULLA DEA - Ma è la seconda parte del ragionamento a scatenare le polemiche, con una definizione dell'Atalanta che stride con la dimensione internazionale raggiunta dal club nerazzurro negli ultimi anni. Sabatini ha rincarato la dose definendo la scelta di Raspadori poco ambiziosa:
«Guarda, io ti posso dire una cosa molto maliziosa. È una scelta un po' più di basso profilo, scegliere comunque l'Atalanta anziché la Roma. È un po' una scelta a livello Sassuolo, ecco, secondo me, per Raspadori».

Parole forti, che riducono l'approdo in una squadra stabilmente in Champions League a un ridimensionamento "provinciale", ignorando forse il progetto tecnico che ha convinto il giocatore a sposare la causa orobica.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 14 gennaio 2026 alle 00:16
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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