C'è un filo conduttore, ostinato e meraviglioso, che lega questa squadra al concetto di resilienza. Dopo la delusione europea contro il Borussia Dortmund, e sotto di un gol in casa contro i Campioni d'Italia del Napoli allenati da Antonio Conte, qualunque altra squadra si sarebbe sciolta. L'Atalanta di Raffaele Palladino, invece, si è guardata negli occhi, si è rimboccata le maniche della tuta da operaio e ha tirato fuori dal cilindro una rimonta che sa di apoteosi. Il 2-1 della New Balance Arena non è solo una vittoria: è una prova generale di grandezza, un messaggio a tutto il campionato e l'antipasto perfetto per la notte di coppa che ci attende.

La classifica: una spallata al campionato. Basta guardare i risultati di questa pazza giornata di Serie A per capire il peso specifico di questi tre punti. Con la Juventus caduta clamorosamente in casa contro il Como (0-2), la classifica ha subìto uno scossone tellurico. La Dea sale a quota 45 punti, tenedo il passo dei lariani e portandosi a una sola, misera lunghezza dalla Juventus (46). E lassù, a quota 50, staziona proprio quel Napoli appena battuto, in coabitazione con la Roma. Tradotto: la corsa all'Europa che conta, la vera zona Champions, è ufficialmente riaperta. L'Atalanta ha rimesso la freccia e lo ha fatto azzannando una diretta concorrente.

Da "Super Mario" al colpo d'ariete del Mago Serbo. Il ribaltone porta la firma di chi l'Atalanta ce l'ha nel sangue e di chi sta imparando ad amarla. Mario Pasalic, giunto al suo ottavo anno a Bergamo, ha suonato la carica con un colpo di testa imperioso su corner dell'ispiratissimo Zalewski (voto 7,5, letteralmente dominante). Le sue parole a fine gara («godermi questa tifoseria è un privilegio») sono la fotografia di un leader silenzioso. E poi c'è Lazar Samardzic. Il "prestigiatore", entrato per spaccare la partita come richiesto da Palladino, ha deciso il match non col suo mancino fatato, ma con uno stacco di testa da centravanti puro sovrastando Olivera. Un colpo inedito per lui, ma vitale per noi.

La trincea: il muro di Hien e le 300 battaglie di Kolasinac. Dietro è stata una guerra rusticana. Il Napoli recrimina sugli episodi arbitrali, ma analizziamoli con onestà. Il rigore prima dato e poi tolto su Hojlund? Decisione sacrosanta del VAR: è l'attaccante azzurro a cercare la gamba di Hien, non viceversa. Il gol annullato a Gutierrez? Una trattenuta evidente ai danni dello svedese, che Hien stesso ha confermato a fine gara: «Il fallo era netto, sono stato trascinato a terra». Polemiche inutili di fronte a una direzione (quella di Chiffi) che ha lasciato giocare all'inglese, premiando chi ha messo più "garra". E parlando di "garra", giù il cappello per Sead Kolasinac: 300 presenze nei top 5 campionati europei festeggiate con una prova da guerriero, lottando contro Vergara fino allo stremo delle forze.

Il capolavoro tattico di Palladino. La mano del tecnico c'è e si vede. Palladino ha vinto la partita a scacchi con Conte. Ha usato Sulemana nel primo tempo per logorare il centrocampo azzurro e sporcare le linee di passaggio, per poi scatenare la qualità di Samardzic e Scamacca nella ripresa. «Siamo rimasti saldamente in partita, ribaltando il risultato con un mix di pazienza, intelligenza e maturità», ha detto il mister, elogiando il senso di famiglia e la compattezza societaria (con i Percassi sempre al fianco della squadra).

Ora, vietato fermarsi. Questa rimonta è stata la simulazione perfetta per ciò che servirà mercoledì. Il Muro Giallo del Borussia Dortmund ci aspetta, ma questa Dea ha appena dimostrato di saper abbattere i muri a testate. Che l'Europa si prepari.

IL TABELLINO E L'IMPATTO IN CLASSIFICA

ATALANTA - NAPOLI 2-1
Reti: Beukema (N), Pasalic (A), Samardzic (A)

L'ALTA CLASSIFICA DOPO IL TURNO

1. Inter: 64 punti

2. Milan: 54 punti

3. Roma: 50 punti

4. Napoli: 50 punti

5. Juventus: 46 punti

6. Como: 45 punti

7. ATALANTA: 45 punti (A -1 dalla Juve e -5 dal quarto posto)

I TOP NERAZZURRI

ZALEWSKI (7,5): Regista occulto, pennella l'assist dell'1-1. Dominante.

SAMARDZIC (7): Ribalta l'inerzia ed estrae dal cilindro un'incornata da bomber puro.

PASALIC (7): Ciclone in area, trova l'ennesimo gol pesante della sua era bergamasca.

PALLADINO (7): Azzecca i cambi, trasmette furore all'intervallo e disinnesca Conte.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 01:00
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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