Europa sullo sfondo, emergenze da una parte e rincorsa dall’altra: la partita tra Atalanta e Napoli è uno scontro diretto per la Champions. Da un lato i partenopei che, nonostante assenze pesanti e meno impegni, continuano a restare competitivi; dall’altro i nerazzurri, ancora imbattuti in campionato da inizio anno, ma con sulle spalle le fatiche dell’impegno infrasettimanale a Dortmund. A raccontare sensazioni, difficoltà e possibili chiavi del match è il giornalista Antonio Gaito, Direttore di TuttoNapoli.net e Radio TN.
IL MOMENTO DEL NAPOLI
Come arriva il Napoli alla partita di domenica?
«Il Napoli arriva sempre in una versione rimaneggiata - analizza, in esclusiva, ai microfoni di TuttoAtalanta.com -, con tanti giocatori importanti indisponibili, ma resta una squadra che riflette pienamente il carattere del suo allenatore, Antonio Conte. Anche in emergenza, ormai da mesi, riesce comunque a mantenere un buon livello. Non è il livello ottimale che ci si aspetterebbe con tutti a disposizione, ma è un Napoli che resta sempre dentro la partita. In più sta scoprendo nuovi protagonisti, come i nuovi acquisti Alisson Santos e Giovane, e nuove soluzioni tattiche».
Il Napoli può dedicarsi solo al campionato, mentre l’Atalanta è ferita e appesantita dalla Champions: può essere un vantaggio per i partenopei?
«Sappiamo che Conte storicamente soffre gli impegni ravvicinati. Lo ha dimostrato anche nelle Coppe, mentre con la settimana tipo ha costruito tutti i suoi successi. Senza Champions e Coppa Italia, ora il Napoli può lavorare con maggiore continuità e l’auspicio è di vederlo a un livello superiore. Dall’altra parte c’è l’Atalanta, che arriva dall’impegno infrasettimanale con il Dortmund. Bisognerà capire se il Napoli, che spesso calava nella parte finale delle partite, stavolta potrà beneficiare dell'avere un unico impegno a cui dedicarsi».
ASSENZE E NUOVI PROTAGONISTI
McTominay sarà disponibile? La sua assenza quanto può pesare e quali sono le alternative?
«McTominay non dovrebbe essere della partita. La sua assenza pesa tantissimo, non solo per la sua importanza in entrambe le fasi di gioco. Senza di lui si resta molto corti a centrocampo e servono diversi adattamenti anche nelle altre zone del campo. Probabilmente si abbasserà Elmas, che ultimamente giocava più avanti, e si dovrà inserire qualcun altro al suo posto».
Il nuovo arrivato Alisson Santos ha avuto subito un impatto importante segnando contro la Roma all’esordio. Può rivelarsi decisivo anche domenica?
«È il giocatore del momento e le sue quotazioni per la partita con l’Atalanta sono in rialzo. Potrebbe anche essere impiegato fin dall’inizio. Il Napoli ha bisogno di trovare i gol. Politano non segna, Elmas poco. Vista l’assenza di McTominay, che è uno dei migliori realizzatori dei partenopei insieme a Vergara e Hojlund, i giocatori che negli ultimi mesi hanno tenuto a galla la squadra, la soluzione potrebbe essere proprio Alisson. Il giovane brasiliano ha già fatto vedere di avere il gol nei piedi».
SCONTRO CHAMPIONS E TATTICA
Atalanta-Napoli è uno spareggio per la Champions?
«Questa partita ha il sapore di uno spareggio Champions soprattutto per l’Atalanta. Il Napoli ha un piccolo margine sul quinto posto e possono andargli bene anche due risultati su tre per mantenere a distanza i bergamaschi. Per il Napoli non è l’ultima spiaggia e anche per questo credo che Conte non rischierà McTominay».
Rispetto alla gara di andata, come ti sembra cambiata l'Atalanta?
«Vista da fuori, tantissimo. Nel 2026 è ancora imbattuta. Per come aveva iniziato la stagione, oggi è una squadra completamente diversa. Dall’arrivo di Palladino è più compatta, più organizzata. La squadra è con l’allenatore e lo segue. Ha perso individualità importanti, perché l'addio di Lookman non è certo una partenza banale e pesano le assenze di De Ketelaere e Raspadori, ma è tornata a essere un gruppo unito. Con Juric si era un po’ smarrita e durante le partite spesso si disuniva».
Atalanta-Napoli: che partita ti aspetti?
«Mi aspetto una gara molto intensa. In un certo senso, il Napoli arriva allenato avendo giocato l’ultima partita contro la Roma di Gasperini. In fondo, sia Juric prima che Palladino ora, sono due allenatori che s’ispirano a quel modello di gioco: uomo su uomo, marcature aggressive, ritmo forte. Il Napoli deve far cadere il gioco sull’uomo. Quando salta un riferimento, l’Atalanta può andare in difficoltà. Senza Neres, potrebbe essere Alisson Santos a saltare l’uomo e a creare superiorità numerica. In un sistema di marcature a uomo, se ne salti uno metti in crisi tutta la struttura difensiva avversaria. L’Atalanta, invece, penso che farà pressione alta con duelli continui».
PROSPETTIVE FUTURE
Secondo te, dove troveremo le due squadre a fine campionato?
«L’obiettivo minimo del Napoli è la Champions League: chiudere nelle prime quattro con tranquillità, senza ridursi alle ultime giornate col fiato corto. L’Inter è scappata in testa, ma il Napoli può arrivare al secondo o terzo posto, soprattutto ora con la settimana tipo e il recupero graduale di qualche giocatore. L’Atalanta, invece, può rivelarsi una possibile sorpresa. Non era partita bene, ma ora può giocarsela davvero. Dipenderà anche dal rendimento della Juventus e della Roma, che è impegnata pure in Europa League. Ci sono ancora tanti scontri diretti e i bergamaschi possono tranquillamente restare in lotta fino alla fine per il quarto posto».
In questo intreccio tra emergenze e ambizioni Champions, la sfida tra Atalanta e Napoli si carica di significati che vanno oltre i tre punti. All’andata, al Maradona, fu la prima di mister Palladino sulla panchina nerazzurra. Oggi, con equilibri cambiati e obiettivi più vicini, Atalanta e Napoli si ritrovano di nuovo faccia a faccia in una partita che può pesare in modo decisivo sulla volata europea.
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