Una qualificazione sofferta, arrivata al termine di una serata più tesa che brillante, ma che vale il passaggio alla fase campionato di Conference League. Subito dopo il fischio finale, dalla postazione allestita nel tunnel degli spogliatoi, Massimiliano Nebuloni, inviato di Sky Sport, ha commentato ai microfoni di Bergamo TV la serata europea dell'Atalanta. Un'analisi a tutto campo, alla vigilia del sorteggio di Montecarlo: la sofferenza del primo tempo, il gol che sblocca il muro israeliano, il peso che la squadra si toglie dalle spalle, il lungo lavoro di sintonia con Sarri, le difficoltà di un gruppo alle prese con gli infortuni e con il mercato che non ha ancora completato l'organico, fino alla tradizione delle italiane nella terza coppa continentale e alle mosse in entrata e in uscita che stanno ridisegnando la rosa nerazzurra. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Massimiliano, abbiamo visto un Carnesecchi protagonista e un'Atalanta non bellissima, che però alla fine ha raggiunto il risultato che doveva.
«Sì, ed è la cosa che conta di più, perché lo dicevamo anche dopo l'andata: per come si era messa la partita, e soprattutto per l'estate che ha attraversato l'Atalanta, contava superare questa strettoia. Adesso ci si può rilassare e possibilmente soffrire un po' di meno, perché soprattutto nel primo tempo è stata una partita molto, molto complicata, tirata, che l'Atalanta ha giocato con il massimo della sofferenza. Alla fine, con l'ingresso dei big, è riuscita a segnare un gollonzo, come lo ha definito Scamacca, e a portare a casa il risultato, che è la cosa che più conta».

Che cosa cambia adesso, con il turno superato?
«Adesso, secondo me, tolto questo peso dalle spalle, l'Atalanta potrà dedicarsi con maggiore serenità al lavoro quotidiano e a entrare in sintonia con Sarri, cosa che finora è riuscita soltanto parzialmente, perché è un lavoro lungo e difficile, come ripetono tutti a ogni intervista che gli facciamo».

Sarri, nelle interviste one-to-one, ha detto che questo passaggio del turno era stato un po' sottovalutato: è vero che l'ambiente lo dava quasi per scontato?
«No, scontato no, però è chiaro che per come ci ha abituati l'Atalanta in questi anni, e per il divario di valori tecnici tra Atalanta e Hapoel, ci si aspettava qualcosina in più. Bisogna però considerare che la squadra affronta un momento delicato come questo, in cui a Zingonia sono di fatto un cantiere aperto: il mercato non ha ancora completato l'organico e poi ci si sono messi anche gli infortuni, quello di De Ketelaere e non dimentichiamo Sulemana, che nel gioco di Sarri poteva essere molto prezioso. Kristensen era arrivato e l'abbiamo visto un tempo, dopo venti minuti nella partita di andata: le difficoltà non sono mancate».

Un cammino europeo che, come insegna la storia recente, riserva insidie anche alle squadre italiane più attrezzate.
«Lo testimonia la Fiorentina di due anni fa, proprio qui in Ungheria, contro un'altra squadra, non israeliana: aveva faticato tantissimo ed era passata soltanto ai rigori. Adesso speriamo che l'Atalanta alimenti la felice tradizione delle italiane nella competizione, visto che, a parte la Roma che l'ha vinta, la Fiorentina è quasi sempre arrivata in fondo: ha giocato due finali, ha perso una semifinale e un quarto. La speranza è che anche l'Atalanta, da testa di serie numero uno, quando i lavori saranno terminati, possa arrivare il più avanti possibile».

Sul fronte mercato il lavoro di Giuntoli procede su entrambi i fronti: Rowe arriva dal Bologna ed è fatta, mentre in uscita c'è il colpaccio con il Chelsea, 46 milioni per Ahanor.
«Dai 48, pare: quindi piove sul bagnato, ma in positivo. E dai sorrisini ammiccanti di Giuntoli nel pre-partita suppongo che non sarà soltanto Rowe il prossimo arrivo, perché secondo me anche a centrocampo e in difesa avrà fatto qualcosa per mettere a disposizione di Sarri tutte le pedine giuste al posto giusto, in un momento in cui hai la certezza di giocare sia in campionato sia in coppa».

Con il doppio impegno serviranno rotazioni ed energie: quanto pesano queste operazioni sul futuro della stagione?
«Ci sarà bisogno di tante rotazioni e di tanta energia, però credo che il capolavoro con il Chelsea per Ahanor, dopo quello di Palestra, consenta all'Atalanta di affrontare i prossimi giorni e anche le prossime partite con maggiore serenità. Anche se non sarà facile portare avanti le due competizioni per tutta la stagione, con un organico importante credo che l'Atalanta possa arrivare più in alto possibile, più in fondo possibile».

Il quadro tracciato da Nebuloni è quello di una squadra che si toglie un peso enorme dalle spalle e che ora può finalmente lavorare con serenità: un cantiere ancora aperto, certo, ma con la certezza dell'Europa in tasca e un mercato che, tra l'arrivo di Rowe e la maxi-operazione per Ahanor, promette di consegnare a Sarri tutte le pedine che ancora mancano.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 27 agosto 2026 alle 23:23
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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