Nel calcio ci sono vittorie che valgono tre punti e vittorie che ridefiniscono la statura di una squadra. Quella ottenuta dall'Atalanta contro il Chelsea appartiene alla seconda categoria: una notte storica, vibrante, in cui la Dea ha guardato negli occhi i detentori del Mondiale per Club e li ha costretti alla resa. Al centro della battaglia, ancora una volta, c'era Gianluca Scamacca. Uscito acciaccato ma felice, il centravanti azzurro incarna lo spirito di questa squadra: capace di soffrire, di fare il "lavoro sporco" e di trascinare i compagni oltre l'ostacolo. Ai microfoni di Sky Sport, Scamacca non nasconde l'orgoglio per un'impresa che avvicina sensibilmente la qualificazione, ma analizza con lucidità anche le contraddizioni di una stagione che vede i nerazzurri volare in Europa e arrancare in patria. Tra un accenno al problema fisico e la risposta a una curiosa statistica di Billy Costacurta, ecco il pensiero del numero 9. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Finalmente è arrivata la notte che tutti aspettavano. Avete battuto i Campioni del Mondo per Club in una serata che entra di diritto nella storia dell'Atalanta, ipotecando di fatto la qualificazione. È stata la partita perfetta o c'è qualcosa di più profondo in questo successo?
«È stata una partita incredibile, sotto ogni punto di vista. Non so se sia stata tecnicamente perfetta, ma la reazione che abbiamo avuto è da grande squadra. Andare sotto 1-0 contro una corazzata del genere e trovare la forza non solo di pareggiare, ma di andare a vincere, è un segnale fortissimo. Dopo l'1-1 potevamo abbassarci, potevamo accontentarci di un pareggio prestigioso, e invece no: abbiamo continuato a spingere, a credere nella vittoria. Questo atteggiamento è sintomo di una grandissima forza mentale e di gruppo».
Sei uscito toccandoti il gluteo, un piccolo allarme in una serata di festa. Ma dopo una vittoria così il dolore passa in secondo piano? E soprattutto, resta il grande quesito: come è possibile che una squadra capace di questi livelli in Europa si trovi così in basso in Serie A?
«Sì, dopo una serata così l'adrenalina aiuta a far passare tutto, anche il dolore fisico. Per quanto riguarda il campionato, è una domanda che ci poniamo anche noi quotidianamente. È un paradosso difficile da spiegare. Purtroppo la classifica in Serie A è quella che è, ma sono felice della reazione che abbiamo mostrato stasera dopo la brutta prova di sabato a Verona. Era fondamentale dare un segnale. Io penso che queste vittorie, contro avversari di questo calibro, ti diano una fiducia tale da poter rappresentare la vera svolta per l'intera stagione, su tutti i fronti».
Dallo studio Billy Costacurta sottolinea un dato statistico impressionante: nelle ultime quattro partite con te in campo, l'Atalanta non ha mai perso. È la conferma che la tua presenza è fondamentale per gli equilibri della squadra?
«Se lo dice Billy o lo dicono i numeri, mi fa piacere (sorride, ndr). A parte gli scherzi, questa è una bella statistica, ma il mio approccio resta sempre lo stesso: cerco di dare il massimo non solo in fase realizzativa, ma soprattutto per aiutare i miei compagni. Mi piace fare il "lavoro sporco", quello che magari si vede meno ma che serve ad aprire spazi e a far salire la squadra. Ogni partita è una battaglia difficile, ma sono convinto che se continuiamo a spingere sui nostri concetti di gioco e restiamo uniti, ci potremo togliere delle grandissime soddisfazioni da qui alla fine».
Un guerriero che antepone il "noi" all'io. Gianluca Scamacca si conferma pedina imprescindibile non solo per le doti tecniche, ma per la capacità di assorbire la pressione e trasformarla in energia positiva per il gruppo. L'Atalanta ha trovato il suo faro: se la luce resterà accesa come contro il Chelsea, la risalita in campionato sarà solo questione di tempo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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