L'orario di Atalanta-Venezia finisce nel mirino dei tifosi nerazzurri. Durante il posticipo che chiude la sesta giornata di Serie A, sugli spalti della New Balance Arena sono comparsi due striscioni dal messaggio diretto: «Lunedì 18:30, noi a lavorare» e «Televisioni dovreste imparare». Una protesta contro una collocazione in calendario che ha messo in difficoltà migliaia di abbonati.

LO STRISCIONE CONTRO LE TV - Il bersaglio è chiaro: le esigenze televisive che dettano gli orari delle partite, spesso a scapito di chi lo stadio lo frequenta davvero. Fissare una gara alle 18.30 di lunedì significa costringere molti tifosi a scegliere tra lavoro e passione, oppure ad affrontare una corsa contro il tempo per raggiungere l'impianto. Un tema che, nella serata bergamasca, si è fatto sentire con forza.

LA DENUNCIA DI BELOTTI - A dare ulteriore voce alla protesta è stato Daniele Belotti, ex parlamentare bergamasco e figura storica della tifoseria atalantina, che non usa giri di parole: «La partita di campionato alle 18,30 di un giorno feriale è assurda». Un giudizio che allarga lo sguardo oltre il perimetro dello stadio, perché i disagi non riguardano soltanto chi possiede un biglietto: «Per i tifosi perché tanti hanno impegni di lavoro, ma anche per chi allo stadio non ci va visto che si blocca un'intera città all'ora di punta». Una lettura che trasforma la questione sportiva in un problema di mobilità urbana.

L'APPELLO A CLUB E SINDACI - Belotti indica anche chi dovrebbe farsi carico della battaglia, chiamando in causa società e amministrazioni locali: «Dovrebbero protestare con la Lega calcio le società a tutela dei propri sostenitori (abbonati in primis) e i sindaci per evitare gli ingorghi di traffico che danneggiano tutti». Un invito a fare fronte comune affinché le scelte di calendario tengano conto non solo dei palinsesti, ma anche delle comunità che ospitano le partite.

UNA SERATA DI PROTESTE - Il tema dell'orario si è intrecciato con le altre contestazioni andate in scena attorno alla gara, a partire dalla battaglia del tifo organizzato contro le restrizioni alle trasferte, che per la sfida di San Siro prevedono biglietti del settore ospiti riservati ai soli possessori della Dea Card. Non a caso, anche il silenzio di una parte della Curva Sud nel primo tempo potrebbe essere stato legato, almeno in parte, proprio alle difficoltà di raggiungere lo stadio in un lunedì pomeriggio.

Il messaggio arriva forte e chiaro: il calcio si gioca per i tifosi, e i tifosi chiedono di essere messi in condizione di esserci.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 19:52
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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