Vincere la Conference League. Non semplicemente partecipare, non accontentarsi di superare il playoff: provare ad arrivare fino in fondo e alzare il trofeo. A poche ore dalla sfida decisiva contro l'Hapoel Tel Aviv, la carica per l'Atalanta arriva direttamente dai suoi tifosi.

Nelle parole dei sostenitori atalantini, raccolte domenica sera prima di Atalanta-Sassuolo — gara d'esordio in campionato poi vinta 2-1 dai nerazzurri — accanto alla naturale prudenza per una squadra profondamente cambiata emerge soprattutto tanta fiducia.

La Conference, innanzitutto. Dopo lo 0-0 dell'andata, giovedì l'Atalanta si gioca l'accesso alla fase campionato della competizione. E c'è già chi, alla semplice qualificazione, non vuole proprio limitarsi.

«Speriamo di vincere la Conference. Penso che sia alla nostra portata» dice Antonio, mentre Dario alza ulteriormente l'asticella: «È un trofeo a cui partecipiamo per la prima volta e mi piacerebbe veramente vincerlo. La recuperiamo sicuro, la vinciamo». Sulla stessa linea Sabrina: «Quest'anno vinciamo la Conference».

Liam ci spera, Francesco guarda anche al futuro con l'obiettivo di ritrovare l'Europa, qualunque sia. E l'amico, senza troppi giri di parole, indica direttamente «le prime quattro posizioni e la qualificazione alla Champions».

Ambizioni che convivono con la consapevolezza delle difficoltà di un nuovo ciclo. Riccardo, dopo quanto visto nelle prime uscite, chiede una partenza forte: «Bisogna un po' svegliarsi. L'importante è vincere subito le prime per partire motivati, con il morale alto». Jacopo, dal canto suo, si aspetta «un buon campionato», mentre Thomas auspica un rendimento migliore rispetto alla scorsa stagione e qualche innesto in più, magari giovane e con margini di crescita.

Poi c'è il grande tema di questo inizio di stagione: Maurizio Sarri. E anche qui, dalle parole dei tifosi, emerge soprattutto fiducia. Marco lo definisce senza esitazioni «un grande allenatore» e crede che l'Atalanta possa disputare una stagione di livello. Dario apprezza in particolare la filosofia del tecnico: «Mi piace, pratica un gioco offensivo».

Ma nessuno, va detto, pretende tutto e subito. Davide sottolinea come il cambio di modulo e di principi richieda necessariamente un periodo di adattamento: «Abbiamo un grande allenatore che ha bisogno di tempo». E gli fa eco Alessio, che parla di «un grande cambiamento» e mette in conto qualche difficoltà iniziale: «Sarri non ha un gioco tanto facile. Si farà sicuramente fatica all'inizio, ma con il tempo i giocatori riusciranno ad assimilare i suoi schemi».

Parole che, alla vigilia del ritorno europeo, assumono un significato ancora più preciso. L'andata ha lasciato tutto aperto: 0-0 e qualificazione da conquistare in novanta minuti.

La richiesta dei tifosi, insomma, è duplice ma chiarissima: concedere tempo alla nuova Atalanta, senza però rinunciare alle ambizioni. E se c'è un trofeo da conquistare, dalle tribune la scelta è già stata fatta: quella Conference vogliono provare a vincerla.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 26 agosto 2026 alle 00:00
Autore: Claudia Esposito
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