L'incubo di un aprile nero è finalmente alle spalle, ma ora per l'Atalanta e il suo condottiero Raffaele Palladino inizia la fase più delicata: trasformare il rush finale di maggio in un trampolino di lancio verso l'Europa. L'amara eliminazione dalla Coppa Italia ai rigori contro la Lazio brucia ancora, ma il calendario non concede sconti e propone subito la sfida casalinga contro il Genoa, un crocevia fondamentale per non vanificare la straordinaria rincorsa iniziata mesi fa.
I CALCOLI PER L'EUROPA E IL NODO FUTURO - Il mini-ciclo di quattro partite che chiuderà la Serie A ha un obiettivo primario e ineludibile: blindare saldamente la settima posizione in classifica. Questo piazzamento rappresenta l'ultima speranza continentale, un pass per la Conference League che si materializzerebbe esclusivamente in caso di trionfo dell'Inter in coppa nazionale. Al contrario, un successo laziale condannerebbe la truppa bergamasca a restare fuori dal palcoscenico internazionale. La dirigenza, che aveva accarezzato l'idea di un prolungamento contrattuale per il tecnico (attualmente legato fino al duemilaventisette), ha momentaneamente congelato i discorsi, in attesa di capire che sfumature assumerà il finale di stagione dopo le recenti amarezze.
ENERGIE MENTALI E IL TABÙ CASALINGO - L'imperativo categorico è ricaricare le batterie spirituali, considerato che la rosa è giunta alla sua cinquantunesima fatica stagionale. In questi cinque giorni che separano la trasferta di Cagliari dal fischio d'inizio di domani, lo staff tecnico ha lavorato in maniera maniacale sulla testa dei giocatori. Serve ritrovare la scintilla e, soprattutto, tornare a esultare davanti al proprio pubblico sotto i caldi riflettori della New Balance Arena, dove i tre punti mancano addirittura dallo scorso ventidue marzo contro il Verona.
IL PERCORSO DEL MISTER E IL CLIENTE PREFERITO - – come analizza La Gazzetta dello Sport – c'è un dato statistico che fa sorridere e sperare l'ambiente nerazzurro. L'allenatore campano detiene un incredibile record perfetto contro la formazione ligure: sei incroci in carriera e altrettante vittorie, condite da dodici reti realizzate e appena tre subite. Una striscia immacolata costruita sulle panchine di Monza, Fiorentina e ovviamente Atalanta. Al netto dei freddi numeri, il lavoro svolto dal suo arrivo resta mastodontico: quarantuno punti raccolti in ventitré giornate, un ruolino di marcia che ha trascinato la squadra dal tredicesimo all'attuale settimo posto, sfiorando medie da altissima classifica se non fosse per il ritardo accumulato in avvio di campionato.
LA FAME DEL BOMBER E GLI ULTIMI OSTACOLI - Per compiere l'ultimo sforzo e tentare una disperata rimonta su Como e Roma, distanti ben sette lunghezze con soli dodici punti ancora a disposizione, servirà l'apporto decisivo di Gianluca Scamacca. Il centravanti, che ritrova proprio la maglia con cui esplose in Serie A, è alla ricerca della definitiva consacrazione. Le sue quattordici marcature stagionali (dieci in campionato, tre in Champions League e una in Coppa Italia) rappresentano un buon bottino, ma l'attaccante romano ha nel mirino il suo primato personale di reti in nerazzurro e sogna di avvicinare il record assoluto di sedici gol siglati ai tempi del Sassuolo.
Il tempo delle riflessioni è scaduto. Battere il Grifone è l'unica via per dare un senso compiuto a un'annata vissuta sulle montagne russe e per presentarsi col petto in fuori al durissimo trittico finale contro Milan, Bologna e Fiorentina.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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