Il Mondiale in vendita, il calcio in vendita. L'esclusiva del Times sul progetto della FIFA ha costretto Zurigo a diramare un comunicato immediato che conferma nella sostanza le anticipazioni del quotidiano britannico, raccontandole però dall'angolazione più comoda per i nuovi padroni del vapore: più risorse alle federazioni per lo sviluppo del movimento. In cambio, però, dell'ingresso dei privati nella proprietà della Coppa del Mondo, con quote acquistabili come in una società per azioni.

IL SEGRETO SVELATO - Il giornale inglese ha portato alla luce trattative riservate tra la federazione internazionale e investitori privati: tra questi, secondo diverse fonti, figurerebbe anche Joshua Kushner, fratello del genero di Donald Trump, insieme a JP Morgan, la banca della Superlega. Nessuna delle 211 federazioni, ossia gli azionisti della FIFA, ne sapeva nulla. Da Zurigo si richiamano le parole di Gianni Infantino sul liberare il potenziale commerciale del calcio.

I NUMERI DEL PROGETTO - In caso di via libera, ogni federazione incasserebbe 20 milioni di dollari di fondi eccezionali, altri 20 per il quadriennio 2027-30, 22 milioni per il 2031-34 e 24 milioni per il 2035-38. Al centro dell'operazione ci sarebbe una nuova società controllata dalla FIFA, la Fifa Forward Enterprise, destinata ad accorpare le attività commerciali e la gestione degli eventi. La federazione assicura di mantenere il controllo esclusivo su governance, competizioni, calendario e decisioni normative e sportive. La nuova entità raccoglierebbe fino a 4,2 miliardi, selezionando investitori a lungo termine interessati a quote di minoranza prive di potere di controllo, con tutti i proventi netti reinvestiti nel calcio globale.

LE CONSEGUENZE POSSIBILI - Il punto, però, è un altro – riflette La Gazzetta dello Sport –: nasce una società privata a cui verrebbe affidato il valore degli asset federali, e non certo per beneficenza. Da qui, secondo il quotidiano londinese, arriverebbero pressioni perché gli eventi vengano ampliati o disputati con maggiore frequenza rispetto all'attuale cadenza quadriennale. L'ipotesi del torneo a 64 finaliste rilanciata dal paraguayano Domínguez rientra in un disegno su cui il numero uno lavora da tempo. Ma 64 sarà il tetto o solo una tappa? E il Mondiale resterà quadriennale, o tornerà l'idea della cadenza biennale? Domande che si sommano al dibattito ormai cronico sui calendari sempre più intasati.

IL FUTURO DA CEO - Il presidente sarebbe destinato a guidare la nuova società dal 2031, in veste di commissario o amministratore delegato, al termine dell'ultimo mandato federale che le elezioni imminenti dovrebbero consegnargli da grandissimo favorito. Lo stipendio, scrive il Times, sarebbe paragonabile a quello del numero uno della NFL: oltre 60 milioni di dollari, contro i circa 6 attuali. Sul progetto sarebbero state consultate anche persone vicine all'amministrazione Trump, con un potenziale conflitto di interessi. Nel 2018, ricorda il quotidiano, era già fallito un accordo da 25 miliardi con SoftBank, sostenuto dal fondo sovrano saudita.

LA UEFA ALZA LA VOCE - Immediata la reazione del calcio europeo, che ha parlato di un limite che gli organismi di governo non dovrebbero mai oltrepassare, sottolineando come l'anima e la governance dello sport non siano merce di scambio, tanto meno in assenza totale di trasparenza su chi ne trarrebbe vantaggio economico. Nessuno, è il messaggio, è proprietario del calcio. Dall'altra parte, la replica è che l'investimento riguarda una controllata e non l'ente stesso, e che per la federazione nulla cambia.

Resta un dubbio di fondo: quanto conta quella rassicurazione, arrivata dalla stessa istituzione dei premi per la pace e degli intervalli in stile Super Bowl? Infantino promette che nulla cambia. Il calcio, intanto, cambia padrone.

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Sezione: Altre news / Data: Mer 29 luglio 2026 alle 16:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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