Le soste hanno una virtù sottovalutata: durano abbastanza da far cambiare idea. Una settimana fa, a Bergamo, si parlava di nazionali come di un problema. Quattro azzurri in panchina all'Olimpico, un serbo senza minuti, un belga che batteva l'Italia mentre i suoi compagni guardavano. Oggi il quadro è un altro. Scalvini ha giocato novanta minuti da titolare in una vittoria larga, Raspadori ha illuminato un tempo, Scamacca ha trovato i primi minuti, Krstović ha segnato due volte, Zalewski ha servito un assist.

Il merito è anche di Mancini, che a Bursa ha avuto il coraggio di cambiare otto uomini. Ma è soprattutto il segno che la condizione di un giocatore non è mai una fotografia, è un film. Curiosità: nel giro di tre giorni lo stesso stadio del girone, l'Olimpico, e la stessa Nazionale sono passati dai fischi al sorriso, senza che nessuno cambiasse mestiere. Ma torniamo al punto. La Dea ritroverà questi giocatori a pochi giorni dal Venezia, e il loro umore sarà uno dei fattori decisivi della ripresa.

C'è ancora mezza sosta da giocare, e non tutto andrà per il verso giusto. Samardžić aspetta ancora, Carnesecchi guarda dalla panchina, Raspadori deve chiarire le sue condizioni. Oggi però a Zingonia Sarri riapre i cancelli con una notizia migliore di quella che avrebbe avuto una settimana fa: i suoi giocatori, fuori da Bergamo, stanno ritrovando la voglia di essere decisivi. Tocca a lui farla durare fino al 12 ottobre.

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Sezione: Serie A / Data: Mar 29 settembre 2026 alle 15:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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