Il giorno di Cristiano Giuntoli è arrivato e ha già lasciato il segno. Adesso l'Atalanta guarda alla prossima casella da spuntare sul calendario, quella che porta il nome di Maurizio Sarri. Sarà questa settimana quella giusta per la firma e l'ufficialità: il Comandante firmerà un contratto triennale da 3 milioni di euro netti a stagione, un ingaggio da allenatore di livello europeo per un club che ha deciso di alzare ancora l'asticella delle proprie ambizioni. Il suo rapporto con la Lazio è stato risolto consensualmente la settimana scorsa: nessun intoppo burocratico si frappone tra Sarri e Bergamo, soltanto gli ultimi dettagli da sistemare prima che il cerchio si chiuda.
PRIMA PALLADINO, POI SARRI - Il protocollo che l'Atalanta ha scelto di seguire è preciso: il nuovo allenatore verrà presentato soltanto dopo che la separazione dal predecessore sarà stata formalizzata. E Raffaele Palladino è ancora formalmente legato alla Dea: il suo contratto ha scadenza nel giugno del 2027. La strada percorribile è quella della rescissione consensuale, uno scenario al quale entrambe le parti stanno lavorando. Il tecnico napoletano, nel frattempo, è senza una panchina: il Bologna, che ne era stato indicato come possibile destinazione, ha scelto Domenico Tedesco, mentre il Napoli aveva già virato su Massimiliano Allegri. Palladino attende, e l'Atalanta attende con lui prima di procedere all'annuncio definitivo di Sarri.
D'AMICO E IL NODO CONTRATTUALE: GASPERINI ASPETTA - Più complicata, e non ancora risolta, è la vicenda che riguarda Tony D'Amico. Il dirigente pescarese è stato sollevato dall'incarico di direttore sportivo, ruolo già affidato a Giuntoli, ma non è stato licenziato: ha ancora un anno di contratto con l'Atalanta, in scadenza nel 2027. Questo significa — come puntualizza con precisione L'Eco di Bergamo, che ricostruisce l'intero quadro degli intrecci dirigenziali in questa fase di transizione — che la Roma non può limitarsi a un accordo diretto con il giocatore: dovrà trattare con l'Atalanta e presentare un'offerta economica convincente per liberarlo dall'accordo in essere. Gian Piero Gasperini ha ottenuto la testa di Massara e vuole D'Amico come primo mattone del suo progetto romano, ma deve aspettare che Bergamo e i giallorossi trovino un'intesa. La storia dell'ex DS nerazzurro è ancora tutta da scrivere.
GATTUSO IN ATTESA ALLA LAZIO - Nell'altro pezzo di domino che scaturisce dall'addio di Sarri alla Lazio, anche Gennaro Gattuso attende la sua ufficialità: l'accordo con il club biancoceleste è definito, ma l'annuncio non è ancora arrivato. Il tecnico calabrese raccoglierà l'eredità del Comandante all'Olimpico, in un passaggio di consegne tra due figure che hanno costruito, ciascuno a suo modo, una delle filosofie di gioco più riconoscibili del calcio italiano.
SARRI A MATASSINO: IL TOSCANO ASPETTA BERGAMO - Mentre tutto si completa, il Comandante si è concesso qualche giorno nella sua Toscana. Nei giorni scorsi è stato avvistato a Matassino, piccola frazione nei pressi di Figline e Incisa Valdarno, dove si è fermato a una festa della comunità locale: un'immagine quasi domestica di un allenatore che ha sempre tenuto alla propria identità di uomo semplice, capace di ritrovare l'equilibrio nel silenzio di un paese toscano anche quando il calcio grande gira intorno alla sua testa. Si sapeva che l'ufficialità da parte dell'Atalanta sarebbe arrivata a giugno. Da oggi, ogni giorno è quello buono.
Giuntoli è già a Zingonia. Sarri è a un passo. La nuova Atalanta ha già il suo volto — le manca solo l'ultimo timbro.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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