Un mese di calciomercato restituisce una fotografia che non ammette repliche: tra le prime dieci classificate dello scorso campionato, appena quattro società hanno messo sotto contratto un calciatore italiano potenzialmente inseribile nelle rotazioni. Una di queste è l'Atalanta, che ha portato a Bergamo Gianluca Gaetano.

IL CONTEGGIO CHE FA MALE - L'elenco si esaurisce in poche righe. Oltre all'operazione nerazzurra c'è il colpo del Como, che ha prelevato Mattia Liberali, poi il passaggio di Ivan Provedel dalla Lazio all'Inter per 3,5 milioni. La Juventus ha invece investito in prospettiva su Ekhator, ma non è affatto detto che resti a Torino: probabile una cessione, il che lo escluderebbe dal computo. Fine della lista, almeno per quanto riguarda i profili che dovrebbero avere un peso reale, e non giocatori di seconda fascia difficilmente destinati a diventare titolari.

«ABBIAMO PROBLEMI CON LE LISTE» - Interessante il caso lariano. Cesc Fàbregas ha spiegato le difficoltà legate alle liste UEFA per la Champions, ammettendo che il club non dispone di una cantera forte e che potrebbe presentarsi in Europa con appena sedici o diciassette elementi. Argomentazione fondata, certo, ma nella passata stagione la società ha investito diversi milioni sulla propria Primavera: quei ragazzi, almeno in alcune gare, potrebbero essere lanciati.

LO SCOGLIO DEI DIRIGENTI - Il punto sollevato da TuttoMercatoWeb è più profondo, e chiama in causa chi costruisce le rose. È facile riempirsi la bocca di scelte impopolari, di ct e di errori federali, mentre i club continuano a fare i propri affari. I primi a non credere ai calciatori italiani, sostiene l'analisi, sono proprio i dirigenti, che riempiono le squadre di venticinquenni, ventisettenni e trentenni con ingaggi pesanti e poi non riescono più a piazzarli. Da qui l'immobilismo del mercato in uscita: nessuno vuole giocatori strapagati che nell'annata precedente hanno mostrato poco.

L'ANGOLO NERAZZURRO - In questo scenario la scelta della Dea assume un valore particolare. Puntare su Gianluca Gaetano come regista significa affidare le chiavi della manovra a un profilo azzurro in un momento in cui il sistema sembra averne perso l'abitudine. Del resto il lavoro sui talenti di casa è una costante del club bergamasco, come dimostra il percorso di Honest Ahanor.

Quattro nomi in un mese, insomma, per le squadre che dovrebbero trainare il movimento. Un dato che vale più di mille dibattiti sulla Nazionale.

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Sezione: Calciomercato / Data: Mer 29 luglio 2026 alle 18:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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