Atalanta e Borussia Dortmund si ritrovano alla New Balance Arena per il ritorno dei playoff di Champions League, in un clima che si annuncia incandescente a livello di tifo ed emozioni. Ai microfoni di Sky Sport, prima del match, l’amministratore delegato nerazzurro Luca Percassi ha sottolineato il ruolo centrale della passione del pubblico bergamasco e ha richiamato l’attenzione sui problemi legati alle limitazioni nelle trasferte dei tifosi, tema che riguarda anche la semifinale di Coppa Italia. Percassi ha collegato il valore sportivo della sfida con una dimensione più ampia, che coinvolge il rapporto tra club, istituzioni e tifoserie organizzate, in una fase storica in cui l’Atalanta si misura stabilmente con il calcio europeo.

Percassi, che atmosfera ha respirato oggi arrivando allo stadio e incontrando i tifosi?
"Fin da quando siamo usciti con il pullman da Zingonia per arrivare in città e poi allo stadio si è percepita una grande passione. Lo si vede in tutti i gesti di accompagnamento, in quello che la nostra gente trasmette alla squadra. Questa sera lo stadio dimostrerà ancora una volta quanto il pubblico voglia bene all’Atalanta. La passione dei tifosi è qualcosa di determinante per noi, lo stiamo vedendo anche nelle ultime trasferte in cui purtroppo i nostri tifosi non possono starci vicino e quanto ci mancano. Speriamo, attraverso il dialogo con le istituzioni, di poter affrontare questi problemi, compreso quello che ci toccherà anche mercoledì nel ritorno della semifinale di Coppa Italia, perché il calcio senza il pubblico, senza la passione sia in casa sia fuori, diventa ovviamente per i protagonisti un problema." La vigilia della sfida è stata segnata anche dalla scelta dell’Atalanta di non partecipare al tradizionale pranzo Uefa con il Borussia Dortmund, decisione che affonda le radici nella vicenda del giovane Samuele Inacio Pia, passato ai tedeschi e al centro di una controversia tra i club aperta anche in sede FIFA. La società bergamasca ha già manifestato pubblicamente il proprio disappunto per quella che considera una mancanza di rispetto, trasformando la gara con il Dortmund in un appuntamento dal significato non solo sportivo".

Oggi non c’è stato il consueto pranzo Uefa con il Borussia Dortmund: c’è stato un seguito o un dialogo con i tedeschi dopo quanto ci aveva anticipato sulla vicenda di Samuele Inacio Pia?
"Purtroppo no. Abbiamo effettivamente “digiunato”. La speranza era che cogliessero l’occasione di dialogare. Non c’è stata. Andiamo avanti."

Si può dire che questa partita abbia, per voi, un valore anche extra sportivo, visto il contesto e quanto accaduto con il Borussia?
"Sarà una partita molto difficile e molto complicata, ma sappiamo quanto la Champions League sia competitiva. Fare risultato questa sera significherebbe ottenere qualcosa ancora una volta di storico. Penso che già essere qui sia qualcosa di straordinario e quindi ci godremo questa sfida con lo spirito dell’Atalanta, con la speranza di fare una bella figura e di non avere rimpianti, consapevoli ovviamente anche della forza dell’avversario." Negli ultimi dieci anni l’Atalanta è passata dal lottare nella parte destra della classifica di Serie A a frequentare stabilmente la zona europea, tra Champions League ed Europa League, con una presenza ricorrente nelle coppe che ha consolidato l’immagine internazionale del club. Percassi ha ribadito come la crescita sportiva si accompagni a un equilibrio tra umiltà e ambizione, con investimenti mirati e una gestione calibrata rispetto alle dimensioni del bacino bergamasco e al confronto con realtà molto più grandi a livello di stadio, ricavi e struttura societaria.

Come vivete internamente questo passaggio da Atalanta di “parte destra” della classifica a club stabilmente in zona europea?
"C’è più umiltà o più consapevolezza di essere una grande squadra? "Ogni stagione, quando si riparte, il nostro approccio non cambia: l’obiettivo è raggiungere il prima possibile la salvezza, e non è una frase fatta, è davvero ciò che pensiamo. È ovvio che in questi anni la capacità di investimento che la società ha dimostrato fa sperare di poter supportare traguardi diversi dalla sola salvezza. Gli investimenti fatti non sono stati orientati al minimo obiettivo, ma tutti vediamo che i risultati sportivi non vanno sempre di pari passo con quelli economici. Gli investimenti ti permettono magari di arrivare a giocatori più importanti, che teoricamente dovrebbero fare la differenza, ma poi devono amalgamarsi e tradursi in risultati sul campo: questo è ciò che ci ha gratificato."

Nel confronto con realtà come quella del Borussia, quanto pesa la differenza di dimensioni tra i club?
"C’è sempre grande umiltà, perché sappiamo qual è il nostro bacino. La settimana scorsa siamo stati in uno stadio che ha avuto la maggior nuova presenza in tutta Europa, con 82.000 persone, e ti rendi conto di essere una realtà differente. Tutto viene calibrato con grande attenzione. La speranza è quella di fare meno errori possibili. L’ambizione della società, dell’allenatore, di Palladino, di tutti i giocatori e di tutti i protagonisti è quella di far bene per l’Atalanta. Credo che se l’Atalanta in questi anni abbia raggiunto questi risultati è proprio perché è riuscita a combinare molta umiltà, molta concretezza, molti piedi per terra con l’ambizione di competere. In campo si va per vincere, lo sport è fatto per questo, e sono tante le componenti che portano al risultato sportivo."

Sezione: Champions League / Data: Mer 25 febbraio 2026 alle 18:30 / Fonte: Tuttomercatoweb
Autore: Daniele Luongo
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