La tesissima vigilia di Champions League tra l'Atalanta e il Borussia Dortmund si gioca anche e soprattutto sul filo della diplomazia. Mentre la squadra bergamasca prepara la battaglia in campo, l'attenzione mediatica si è inevitabilmente concentrata su Samuele Inacio, il grande ex della sfida. A tentare di gettare acqua sul fuoco ci ha pensato Niko Kovac, tecnico della formazione tedesca, che ha scelto la via della distensione per proteggere il suo giovane talento dalle pesanti polemiche ambientali.

LE PAROLE DEL MISTER - Sollecitato dai cronisti sulle scorie lasciate dal controverso trasferimento del gioiellino cresciuto a Zingonia, l'allenatore ha preferito dribblare ogni insidia, spendendo parole di sincero apprezzamento per il lavoro svolto in Italia. «Non ho visto né sentito nulla riguardo alle polemiche», ha esordito smarcandosi con eleganza. «Samuele ritorna a Bergamo e per lui è sicuramente una gara dalle emozioni importanti. È un nostro giocatore e sta dando il massimo per crescere, pensando ovviamente solo alle dinamiche del campo. È un bravissimo ragazzo e ha ricevuto una splendida educazione: il merito è sicuramente della sua famiglia, ma ovviamente anche dell'Atalanta, che ha lavorato in maniera eccellente su di lui, e non soltanto per quello che sta facendo vedere col pallone tra i piedi. Sta facendo benissimo e il suo percorso di crescita continuerà senza sosta».

IL GELO ISTITUZIONALE - Le dichiarazioni al miele dell'allenatore, tuttavia, stridono fortemente con il clima da guerra fredda che si respira ai piani alti delle due dirigenze. La ferita per le modalità con cui i tedeschi hanno strappato il giovanissimo trequartista alla Dea è ancora apertissima. La tensione ha toccato il suo apice in occasione della gara d'andata, quando i vertici societari orobici hanno deciso di disertare clamorosamente il tradizionale pranzo Uefa organizzato tra i dirigenti. Un gesto di rottura totale, motivato dalle dure dichiarazioni della dirigenza nerazzurra, la quale aveva stigmatizzato senza mezzi termini il comportamento del club teutonico, bollandolo come una grave mancanza di rispetto per non aver minimamente cercato una soluzione amichevole e condivisa.

LO SCIPPO A PARAMETRO - Al centro della disputa c'è un colpo di mercato che ha mandato su tutte le furie l'ambiente lombardo. Considerato unanimemente come il diamante più puro dell'intero settore giovanile nerazzurro, nel 2024 il ragazzo, all'epoca appena sedicenne, ha clamorosamente rifiutato di apporre la firma sul suo primo contratto da professionista in Italia. Sfruttando le maglie del regolamento internazionale sui trasferimenti dei minorenni, la società di Dortmund ha così potuto accaparrarsi le sue prestazioni versando nelle casse bergamasche unicamente il minimo indennizzo di formazione previsto dai parametri Fifa. Una cifra a dir poco irrisoria, lontana anni luce dal reale e inestimabile valore di mercato del talento azzurro.

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Sezione: L'avversario / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 22:41
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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