La tragica notte europea dell'Inter si consuma sotto il cielo gelido di San Siro. La compagine milanese saluta clamorosamente e a sorpresa la Champions League già ai playoff, superata e umiliata a domicilio dal sorprendente Bodo/Glimt. Dopo il disastroso uno a tre incassato all'andata, la squadra italiana ha ceduto nuovamente il passo ai norvegesi, scivolando in una sconfitta per uno a due che riduce gli obiettivi stagionali esclusivamente alla corsa per lo Scudetto e alla Coppa Italia.

L'ILLUSIONE DEL PRIMO TEMPO - Il disperato tentativo di rimonta si è scontrato fin dalle prime battute con il muro eretto dalla formazione guidata da Knutsen. Gli uomini di Chivu hanno approcciato la gara con grande aggressività, sbattendo però contro la propria imprecisione in fase di finalizzazione. Le conclusioni di Pio Esposito, Dimarco e Thuram non hanno inquadrato lo specchio, mentre l'occasione più nitida capitata sulla testa di Frattesi è stata cancellata da un prodigioso e tempestivo salvataggio sulla linea del portiere Haikin. Sull'altro fronte, Evjen ha tenuto in allerta i riflessi di Sommer, cristallizzando uno zero a zero all'intervallo che sapeva già di mezza condanna, complice anche l'arbitro che ha scelto la via del «lasciar correre» su un dubbio contatto in area ai danni di Barella.

LA FRITTATA E L'INCUBO - Nella ripresa, il castello di carte nerazzurro è crollato inesorabilmente sotto i colpi della superficialità. Alla ricerca disperata del gol per riaccendere la speranza, la squadra di casa si è sbilanciata, offrendo il fianco al cinismo ospite. A scatenare il panico totale è stata una clamorosa ingenuità in fase di disimpegno di Manuel Akanji a ridosso della propria area di rigore: un blackout imperdonabile che ha innescato prima il tentativo fallito di Blomberg e poi il comodo tap-in a porta sguarnita di Hauge. Uno sgarbo dal sapore amarissimo per mano dell'ex talento del Milan, che ha definitivamente gettato nello sconforto l'ambiente interista.

IL COLPO DI GRAZIA E LA BANDIERA - Lo svantaggio ha tagliato le gambe alla manovra lombarda, capace di produrre soltanto un confuso assalto all'arma bianca, culminato con un palo colpito dallo stesso Akanji nel disperato tentativo di farsi perdonare l'errore precedente. Un fuoco di paglia spento pochi istanti più tardi dalla straordinaria freschezza atletica degli scandinavi, abili a blindare la storica qualificazione con il raddoppio firmato da Evjen, autore di una rete di pregevole fattura. L'ultimo, inutile moto d'orgoglio è scaturito dagli sviluppi di un calcio d'angolo, con la capocciata di Bastoni convalidata dalla goal line technology a rendere meno amaro, ma non per questo meno doloroso, il tabellino finale.

Al triplice fischio, la festa è tutta di marca norvegese. Per la Milano sponda nerazzurra inizia invece il processo a un fallimento europeo inaspettato e pesantissimo per le ambizioni stagionali.

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Sezione: Champions League / Data: Mar 24 febbraio 2026 alle 23:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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