L'Atalanta si prepara a vivere un'altra notte da dentro o fuori sul palcoscenico europeo. Alla vigilia del decisivo ritorno dei playoff di Champions League contro il Borussia Dortmund, Raffaele Palladino prende la parola in conferenza stampa con la ferma intenzione di trasmettere serenità e feroce determinazione all'ambiente nerazzurro. Chiamata a ribaltare il 2-0 incassato in terra tedesca, la Dea si aggrappa all'entusiasmo generato dalla recente e vibrante rimonta in campionato contro il Napoli. Il tecnico campano non si nasconde dietro la oggettiva difficoltà dell'impresa, ma sprona i suoi ragazzi a scendere in campo liberi mentalmente, cavalcando l'onda d'urto di una New Balance Arena che si preannuncia incandescente. Tra riflessioni sul reale valore del calcio italiano in Europa e aggiornamenti sui singoli, Palladino traccia la rotta per una notte che potrebbe entrare di diritto nella storia del club. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister, l'allenatore del Borussia Dortmund ha dichiarato che, nonostante il 2-0 dell'andata, le possibilità di passaggio del turno restano sul 50 e 50. Quanto la vittoria in rimonta sul Napoli ha aumentato la fiducia di un'Atalanta che in campionato vola, ma che in Champions ha faticato nell'ultimo mese?
«Indubbiamente la vittoria contro il Napoli ci ha infuso una grandissima autostima, energia positiva e, soprattutto, consapevolezza nei nostri mezzi. Abbiamo affrontato e battuto una squadra fortissima, di altissimo livello. Domani ci troveremo di fronte un altro avversario di caratura internazionale, come abbiamo già avuto modo di constatare all'andata. Sarà una partita bellissima che dovremo essere bravi a goderci. Siamo chiamati a compiere un'impresa, e sappiamo che non sarà per nulla facile, ma noi ci crediamo. Ci credo io, ci crede lo staff, ci credono i ragazzi, la città intera e tutti i nostri tifosi. Dobbiamo scendere in campo consapevoli della nostra forza, senza farci schiacciare dalla pressione. Ci proveremo con ogni goccia della nostra energia: domani non saremo in campo in 23, ma in 23 più i 23.000 del nostro stadio. Tutta Bergamo è pronta a spingerci verso questa impresa».
Nella ripresa della gara di andata l'atteggiamento dell'Atalanta è decisamente migliorato rispetto alle sofferenze del primo tempo. Ha individuato una chiave tattica per incanalare subito la sfida di ritorno su quei binari favorevoli?
«Abbiamo analizzato a fondo la partita di andata in Germania. È evidente che dobbiamo cercare di replicare e migliorare tutto ciò che di buono abbiamo costruito in quei novanta minuti. Sicuramente dovremo prestare estrema attenzione all'approccio iniziale, considerando che all'andata abbiamo subìto un gol praticamente al primo minuto, un episodio che ha inevitabilmente condizionato la gara. Servirà grande pazienza. Sappiamo di avere a disposizione cento minuti, se non di più, e dobbiamo essere bravi a giocarli con intensità e lucidità dal fischio d'inizio fino alla fine. Siamo perfettamente consapevoli che ci sono dettagli e situazioni tattiche da perfezionare, a partire dalle palle inattive, perché affrontiamo una squadra di livello assoluto capace di punirti alla minima disattenzione. Ma l'abbiamo preparata bene».
Può farci il punto sulle condizioni fisiche di Kolasinac, uscito un po' affaticato, e di Ederson, che era stato risparmiato? Sono pronti per partire dal primo minuto?
«Stanno bene entrambi. Sead era stato sostituito semplicemente per un po' di affaticamento fisiologico, nulla di preoccupante. Per quanto riguarda Ederson, come sapete aveva accusato un lieve problema muscolare che avevamo preferito non rischiare, ma ha recuperato appieno. Sono tutti e due a totale disposizione per la gara di domani».
Avete battuto un Napoli che arrivava più riposato senza gli impegni di Champions. Molti allenatori si lamentano dei troppi impegni ravvicinati, lei invece come gestisce questa abbondanza di partite, visto che all'Atalanta sembrano servire per trovare la giusta carica?
«La mia filosofia è molto chiara: se alleni bene la squadra durante la settimana, puoi sopperire tranquillamente al triplo impegno. Anzi, sono convinto che più si gioca e più la squadra ha l'opportunità di crescere, di immagazzinare esperienza e di permettere all'allenatore di ruotare e valutare tutti gli effettivi della rosa. La bravura sta nel gestire i carichi di lavoro, nel prevenire gli infortuni e nel garantire i giusti giorni di recupero quando necessario. Ho la fortuna di allenare ragazzi che sono grandissimi professionisti, impeccabili nel recupero e nello stile di vita fuori dal campo. Personalmente, più giochiamo e più sono felice. In questo momento stiamo attraversando un ottimo stato di forma generale, c'è un entusiasmo contagioso e le vittorie aiutano indubbiamente a cavalcare quest'onda positiva».
Che cosa rappresenta, nello specifico, questa partita per lei e per l'Atalanta?
«Rappresenta un sogno che tutti noi vorremmo veder realizzato. Non sarà facile, non lo nascondiamo, perché rimontare due reti a una formazione di questo calibro è un'impresa ardua. Ma ci crediamo e vogliamo provare con tutte le nostre forze a rimanere dentro questa competizione. Queste sono le notti che ti fanno compiere un salto di qualità enorme sotto tutti i punti di vista: ti forgiano come squadra, come gruppo e ti arricchiscono di un'esperienza internazionale impagabile. Non vediamo l'ora di scendere in campo. Se poi al fischio finale le cose non dovessero andare come speriamo, significherà comunque che saremo cresciuti e concentreremo le nostre energie sulle altre due competizioni in cui siamo in corsa. Ma il nostro obiettivo primario resta quello di giocare il più a lungo possibile in questi palcoscenici».
Come valuta i recenti giudizi negativi sul livello del calcio italiano in Europa, alla luce delle recenti sconfitte delle nostre squadre in Champions?
«Penso che il calcio italiano in Europa venga spesso sottovalutato, specialmente in patria. Anche in questa settimana, a seguito di alcune sconfitte, ho ascoltato e letto commenti eccessivamente negativi e disfattisti nei confronti del nostro movimento. Credo che dovremmo imparare a tutelare e proteggere maggiormente il nostro prodotto, perché vi assicuro che all'estero il calcio italiano è percepito e rispettato molto più di quanto non facciamo noi stessi. Negli ultimi anni siamo cresciuti in modo esponenziale, lo dimostrano i risultati e le squadre arrivate fino in fondo alle competizioni europee. Possiamo e dobbiamo crescere ancora, ma domani per noi dovrà essere anche una serata di rivalsa per dimostrare sul campo che certe critiche sono ingenerose. La Champions è una competizione durissima per chiunque, ma noi vogliamo giocarcela a testa alta».
L'Atalanta è una squadra che spesso colpisce o nei primi venti minuti o nel forcing finale. Ha immaginato una scenografia tattica ideale per domani? Trovare un gol subito e poi gestire, o avere pazienza?
«Magari avessi la bacchetta magica! Se potessi scegliere, firmerei per un gol subito all'inizio e uno alla fine, ci accontenteremmo volentieri. Scherzi a parte, partiamo da uno svantaggio di 2-0 che rende la rimonta complessa, ma il nostro imperativo categorico è quello di uscire dal campo senza il minimo rimpianto. Dovremo partire forte fin dal primo istante e spingere fino al centesimo minuto. Sarà una gara aperta contro un avversario che difende con ordine e vanta attaccanti letali. Durante il match potrà succedere di tutto: potremmo passare subito in vantaggio o magari subire una rete, l'importante sarà mantenere la lucidità, avere pazienza e non disunirsi mai. Confido nella maturità e nell'incredibile bagaglio di esperienza che l'Atalanta ha accumulato in questi anni di battaglie europee».
La scelta del modulo dipenderà dall'avversario? Vedremo i due trequartisti puri o magari il ritorno a una seconda punta di ruolo dal primo minuto?
«Sapete bene che non mi fossilizzo sui sistemi di gioco o sui numeri, credo piuttosto nelle caratteristiche e nelle sinergie tra i calciatori in campo. Abbiamo la duttilità per schierare due punte supportate da un trequartista, così come possiamo optare per due o più incursori a sostegno dell'unico terminale offensivo. Abbiamo elementi validissimi come Pasalic, Sulemana, Samardzic o Zalewski che possono interpretare alla perfezione quei ruoli. La scelta finale dipenderà dal tipo di partita che decideremo di fare e da dove riterremo di poter far più male al Borussia Dortmund».
A Dortmund si era soffermato sulle potenzialità inespresse di Scamacca. Come l'ha visto in questi giorni, soprattutto dopo il buon subentro contro il Napoli?
«L'ho visto esattamente come speravo: carico, motivato e tremendamente voglioso di dimostrare il suo reale valore. Contro il Napoli ha avuto l'atteggiamento e l'intensità perfetti. Le sue qualità tecniche e fisiche sono indiscutibili, deve solo trovare la costanza di metterle in mostra e, soprattutto, deve credere ciecamente in se stesso, perché parliamo di un centravanti straordinario. Il piccolo infortunio subìto prima della gara con la Cremonese lo aveva inevitabilmente rallentato, ma ora lo vedo davvero in ottima forma psicofisica».
L'Atalanta serra i ranghi e affila le armi per l'assalto al Borussia Dortmund. Con un Palladino condottiero e un Gewiss Stadium pronto a trasformarsi in una bolgia, la Dea coltiva il sogno di un'altra, indimenticabile, notte da incorniciare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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