L'urna di Nyon ha emesso il suo verdetto, regalando all'Atalanta una delle sfide più affascinanti e complesse del panorama europeo. Sarà il Borussia Dortmund, attualmente secondo in Bundesliga, l'ostacolo tra la Dea e gli ottavi di finale di Champions League. Una doppia sfida che promette scintille non solo in campo, ma anche sugli spalti, mettendo di fronte due tifoserie che vivono di un legame viscerale con la propria città. Umberto Marino, Direttore Generale dell'Area Istituzionale nerazzurra, analizza a Sky Sport a caldo l'esito del sorteggio, sottolineando il valore dell'avversario ma rivendicando con orgoglio il percorso fatto finora, capace di mettere l'Atalanta sullo stesso piano delle grandi deluse finite ai playoff. Tra la "difesa d'ufficio" sulle strategie di mercato e la consapevolezza di dover gettare il cuore oltre l'ostacolo, Marino lancia la sfida al "Muro Giallo". Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Direttore, il sorteggio vi mette di fronte al Borussia Dortmund. Si affrontano due squadre che rappresentano un legame strettissimo, quasi osmotico, tra la città e la tifoseria. Se pensiamo al calore di Bergamo per l'Atalanta e a quello del "Muro Giallo" per il Dortmund, questo sarà un aspetto cruciale della doppia sfida?
«È assolutamente vero. La passione che emerge prepotentemente da queste due realtà è un elemento fondamentale, oserei dire la sigla distintiva di entrambi i club. Sarà una sfida particolare anche sotto questo punto di vista, dove il fattore ambientale giocherà un ruolo chiave».
Con che spirito arriva l'Atalanta a questo appuntamento? C'è forse un pizzico di rammarico per essere qui ai playoff, considerando che con qualche punto in più si potevano evitare, oppure prevale l'orgoglio?
«No, direi che il sentimento prevalente deve essere l'orgoglio: è storico essere qua. Basta scorrere la lista delle squadre che sono finite ai playoff e, soprattutto, i nomi di quelle escluse dalla competizione per capire il valore delle prestazioni dell'Atalanta. Questo aspetto va sottolineato con forza: essere al pari di corazzate come il Real Madrid o l'Inter significa aver fatto qualcosa di veramente molto importante. Non dobbiamo avere rimpianti».
Prima di addentrarci nell'analisi tecnica, le chiedo se ci sono aggiornamenti sul fronte mercato. Lei è abile nel dribblare le domande, ma sappiamo che l'interesse per i vostri gioielli è alto. Com'è la situazione, ad esempio, su Lookman?
«La fotografia che emerge in questo momento è quella di un'Atalanta che ha costruito una rosa estremamente competitiva. A gennaio credo che ci siamo ulteriormente rafforzati con un'operazione importantissima: l'arrivo di Giacomo Raspadori, un nazionale italiano, è un segnale chiaro. La volontà della proprietà è quella di mantenere alto il livello di questa squadra per competere su tutti i fronti».
Marco Bucciantini da studio sottolinea come il sorteggio non sia stato benevolo: il Dortmund era la migliore delle non teste di serie, ma l'Atalanta ha dimostrato di essere una squadra da grandi notti. Forse proprio il blasone dell'avversario vi aiuterà a non "spegnere l'interruttore" come accaduto in altre occasioni?
«Sicuramente quello di Dortmund è un ambiente che esalta le squadre, è un palcoscenico unico. Noi cercheremo di fare bene come spesso ci accade in questi contesti prestigiosi. Siamo consapevoli del valore del Borussia: è una squadra con grande esperienza a livello europeo e valori tecnici indiscutibili. Noi cercheremo di mettere in campo determinazione, ma soprattutto passione. Per affrontare queste grandi squadre non basta il normale impegno, bisogna dare il 120%».
Paolo Condò ricorda che solo due anni fa entrambe le squadre giocavano una finale europea: l'Atalanta vinceva l'Europa League, il Dortmund perdeva la Champions contro il Real Madrid. Secondo lei, quale delle due squadre è "invecchiata" meglio da allora?
«È una bella domanda. Noi siamo una squadra giovane, fresca, che però ha al suo interno anche giocatori di esperienza che hanno vissuto quella cavalcata trionfale in Europa League. Il calcio però cambia velocemente, non si vive di ricordi. Bisogna sempre essere determinati e avere la voglia di strappare il risultato, di guadagnare quel metro in più che serve per vincere. Saranno due gare in cui le squadre si affronteranno a viso aperto. Non è retorica dire che spesso in queste partite è la volontà a fare la differenza».
Chiudiamo con una battuta: lei dialetticamente è un grandissimo difensore. Possiamo dire che sul mercato ha già "pagato la tassa" con la risposta precedente e non ci dirà altro?
«(Sorride, ndr) Sì, sì, ho già dato. Ho già dato la mia risposta».
Marino si congeda con il sorriso diplomatico di chi sa di aver costruito una macchina competitiva, lasciando intendere che, salvo offerte irrinunciabili, l'assetto per sfidare i tedeschi è questo. E che assetto.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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