Non ci sono termini di paragone per l'avvio di stagione dell'Atalanta: 12 punti all'attivo (senza la penalizzazione sarebbero 18, subito dietro a Udinese, Lazio, Milan e Juve), 5 vittorie e 7 reti di German Denis. Numeri importantissimi che devono essere ben indirizzati per l'unico primario obiettivo della salvezza. La squadra di Stefano Colantuono non ha timore di nessuno, scende in campo con personalità e arriva con facilità davanti alla porta. Contro i sardi di Ficcadenti, le prove del gol sono state numerose e con un unico destinatario e mandante per l'esecuzione, l'argentino ex Udinese e Napoli, German Denis. Il gol è arrivato nel momento in cui nessuno ormai presagiva un cambiamento della sorte: tecnica, forza e tanto opportunismo. Così potremmo descrivere, in tre parole, la rete che ha portato tre punti d'oro all'Atalanta.

L'Atalanta porta il nome di Antonio Percassi. Il presente con la sua conduzione, il futuro con una programmazione oculata destinata a fare della Dea un patrimonio da osservare e ammirare da più punti di vista. A livello calcistico va ambita l'ambizione di sfiorare, chissà presto, ancora l'Europa; a livello aziendale avere un bilancio idoneo e consono agli obiettivi prefissati in un'ottica ben precisa e che dovrà comunque considerare il prossimo fair play finanziario.  

C'erano stati voti discordanti al calciomercato dell'Atalanta, alcuni positivi e molto scetticismo. Il campo, all'undicesima giornata, incorona Pierpaolo Marino e il ds Gabriele Zamagna la coppia del mercato più prolifica del campionato di Serie A per punti totalizzati e denaro investito: massima resa a giusto prezzo. Marino sta vivendo la sua "seconda giovinezza" a livello professionistico. Un Direttore tecnico che non ha bisogno di presentazioni e di dimostare il proprio valore, ma si è rimesso in gioco con la chiamata della famiglia Percassi e ha subito fatto vedere, in breve tempo, che il lavoro paga, anche quando non si era direttamente protagonisti. "Lele" Zamagna si muove all'unisono con Marino, tanta umiltà in entrambi e un'efficacia vincente per un solo bene, quello per l'Atalanta.
Denis è l'attaccante del momento, ma in Italia presto ci si dimentica facilmente di certe qualità tecniche, lo stesso vale per l'arrivo di Cigarini e Brighi. Moralez? Beh, sono i colpi alla Marino, e presto ne vedremo degli altri...

Le realtà arrivano dal campo, perchè ora come ora l'Italia di Cesare Prandelli potrebbe benissimo avere a disposizione giocatori come Lucchini, per la difesa centrale; Masiello per la corsia laterale di destra; Cigarini come regista e Schelotto come uomo cui fare affidamento sull'esterno. Probabilmente i nostri ragazzi pagano solamente il fatto di non giocatore in un club blasonato, ma alla distanza tutto uscirà. Ne siamo convinti e intanto Colantuono si gode i suoi (ner)azzurri.

E il vivaio? Atalanta-Chievo Verona Primavera vista sabato a Zingonia già preannuncia che in prospettiva si sta lavorando in un certo modo. Non dimentichiamo, inoltre, che quasi tutti coloro che erano in organico lo scorso anno sotto le fila di Bonacina, ora stanno vivendo la propria avventura professionistica in campionati di Lega Pro, sia Prima che Seconda Divisione, e Serie B. 
L'Atalanta sta lavorando ad un grande progetto che presto si realizzerà. L'Accademia del calcio giovanile per raccogliere giocatori che vogliono seguire le orme dei grandi giocatori e campioni che i primi passi li hanno mossi proprio nella fertile serra di Zingonia. Atalanta, vivaio d'Italia. 

Sezione: Editoriale / Data: Lun 07 novembre 2011 alle 00:00
Autore: Lorenzo Casalino
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