Tra l'orgoglio per la resistenza di Como e l'ambizione di una notte che può valere mezza stagione. Raffaele Palladino si avvicina al quarto di finale di Coppa Italia contro la Juventus con la serenità di chi sa di avere tra le mani una squadra matura, capace di soffrire e ripartire. In esclusiva ai microfoni di Sport Mediaset, il tecnico dell'Atalanta non si nasconde: la sfida ai bianconeri di Luciano Spalletti – definiti "forti e in salute" – non è solo una vetrina di prestigio, ma un obiettivo concreto per una Dea che vuole alzare l'asticella. Dalla gestione del caso Ahanor dopo l'espulsione del Sinigaglia alle scelte di formazione che potrebbero rilanciare Raspadori, fino al commento lucido sull'addio di Ademola Lookman: Palladino traccia la rotta per una serata che Bergamo attende con il fiato sospeso, consapevole che per arrivare in semifinale servirà la partita perfetta. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister, arriva la Juventus per un quarto di finale secco che promette spettacolo. Che sapore ha questa sfida e qual è l'obiettivo reale dell'Atalanta in questa competizione?
«Indubbiamente è una partita affascinante, di quelle che ogni allenatore e giocatore vorrebbe vivere. Affrontiamo una squadra forte, in salute, che gioca bene a calcio e che è guidata da un bravissimo allenatore. Per noi è un banco di prova fondamentale: dobbiamo fare una partita importante perché ci teniamo tantissimo ad andare avanti. L'obiettivo è chiaro: vogliamo giocarcela a viso aperto, essere competitivi fino all'ultimo secondo e provare con tutte le nostre forze a passare il turno. Sappiamo che non sarà facile, ma ci proveremo con la determinazione che ci contraddistingue».
A proposito dell'avversario, che Juventus si aspetta? L'arrivo di Spalletti sembra aver dato una nuova identità ai bianconeri.
«Assolutamente sì. La Juventus ha costruito una grande squadra, inserendo giovani forti che stanno crescendo partita dopo partita. Con l'arrivo di Luciano Spalletti il gruppo ha raggiunto una consapevolezza importante nei propri mezzi e un'identità precisa. I meriti vanno dati al mister, ha fatto un grandissimo lavoro in poco tempo. Mi aspetto una gara intensa, contro un avversario che sa cosa fare in campo».
Veniamo al campo e alle scelte. Siete reduci dalla battaglia di Como e lunedì vi aspetta la Cremonese in campionato. Come gestirà le forze? Possiamo aspettarci Raspadori dal primo minuto dopo la panchina forzata al Sinigaglia?
«Ho la fortuna di avere una rosa ampia e competitiva, che mi permette di avere l'imbarazzo della scelta in ogni reparto. Domani andranno in campo i migliori per questa specifica partita, senza calcoli eccessivi. Sono sicuro che chi scenderà in campo darà il massimo, perché contro una squadra così forte servono grande spirito e intensità. Su Raspadori posso dire che a Como non ha giocato per una questione puramente tattica legata all'inferiorità numerica: è stata una partita particolare in cui siamo rimasti in dieci subito. Vediamo domani, farò le mie valutazioni rifinendo gli ultimi dettagli».
Tornando a Como, l'espulsione del giovane Ahanor ha condizionato la gara. Ci saranno provvedimenti disciplinari o multe per quella leggerezza?
«No, non ci saranno multe. Il ragazzo sa perfettamente della leggerezza che ha commesso, ha capito l'errore ed è il primo a esserne dispiaciuto. Quello che mi preme sottolineare, però, è come ha reagito il gruppo: mi è piaciuto tantissimo vedere la squadra giocare anche per lui, moltiplicando le forze per cercare di vincerla anche in dieci uomini. È un segnale di unione bellissimo. Mettiamo questo episodio alle spalle e guardiamo avanti, fa parte del percorso di crescita».
Impossibile non chiudere con una battuta sul mercato: Lookman ha salutato Bergamo per volare all'Atletico Madrid. Come ha vissuto questo addio?
«È una dinamica che fa parte del calcio di oggi. Lookman ha avuto questa richiesta importante, ha manifestato la volontà di coglierla e ha scelto l'Atletico Madrid. Bisogna rispettare la sua decisione e ringraziarlo per quanto ha dato. Noi guardiamo avanti con i giocatori forti che abbiamo a disposizione e con la voglia di continuare a stupire».
Palladino suona la carica con eleganza e fermezza. La Juventus è avvisata: l'Atalanta non farà da spettatrice, ma vuole prendersi la scena e la semifinale, forte di un gruppo che, anche senza le sue stelle del passato, brilla di luce propria.
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