ATALANTA-UDINESE 2-2 (p.t. 0-1)
40' Kristensen (U), 55' Davis (U), 75' e 79' Scamacca (A)
CARNESECCHI, voto 6,5
Il copione della sua gara non prevede straordinari continui, eppure non abbassa mai la guardia. Quando viene sollecitato, risponde con istinto puro: pregevole la deviazione sul tiro-cross insidioso di Zaniolo e coraggiosa l'uscita a sventare la minaccia di Buksa. Sui due squilli friulani è esente da colpe, vittima di una retroguardia improvvisamente friabile. Non gli passa mai la voglia di stupire. Reattivo.
KOSSOUNOU, voto 4
Un pomeriggio da cancellare in fretta, costellato da amnesie e letture tattiche approssimative. La sua irruenza disordinata finisce per togliere certezze e disorientare l'intero pacchetto arretrato. Il peccato originale arriva sulla palla inattiva dello svantaggio, dove si fa sfuggire Kristensen con una leggerezza imperdonabile. In perenne e colpevole affanno. Disastroso.
dal 57’ ZALEWSKI, voto 6,5
Il suo ingresso inietta imprevedibilità e linfa vitale sulla trequarti. Cambia letteralmente il passo della Dea e disegna una parabola meravigliosa, un vero e proprio arcobaleno balistico, che il centravanti deve solo spingere in rete per riaprire i giochi. Determinante.
HIEN, voto 5,5
Ingaggia un duello rusticano, muscolo contro muscolo, con un cliente ruvido e scomodissimo come Davis. Per larghi tratti regge l'urto facendo valere la sua stazza, ma la sua prestazione viene irrimediabilmente macchiata da un black-out fatale: in occasione del raddoppio bianconero scompare dai radar, lasciando una voragine inaccettabile al centro dell'area. Distratto.
KOLASINAC, voto 6
Alla sua ottava presenza consecutiva da titolare (con almeno un'ora di gioco nelle gambe), l'ex Arsenal raschia il fondo del barile delle energie. Prima che il fortino crolli definitivamente in occasione dello 0-2, si erge a baluardo compiendo due salvataggi di capitale importanza. La dimostrazione vivente del "non mollare mai". Indomito.
dall’87’ DJIMSITI, SV
BELLANOVA, voto 5
La condizione atletica non è quella dei giorni migliori e il campo ne evidenzia spietatamente la perdurante involuzione. Patisce in modo evidente la straripante fisicità di Kamara: corre a vuoto, non trova quasi mai il guizzo in fase di spinta e, per aggravare il quadro, l'azione che porta al secondo gol friulano si sviluppa proprio dal suo versante. Tanto impegno, resa nulla. Spaesato.
dal 57’ ZAPPACOSTA, voto 6
Come già visto a Reggio Emilia, il riposo in panchina dura meno del previsto. Il suo ingresso garantisce immediatamente una scossa: entra in campo concentrato e pesca subito Krstovic, elevando il tasso di pericolosità sulla corsia destra. Tonico.
MUSAH, voto 5
Palladino gli consegna una maglia da titolare dopo l'acuto in Coppa Italia, ma l'ex milanista spreca malamente la grande occasione. Lento di pensiero, impreciso negli appoggi e poco reattivo sulle seconde palle, non funge mai da diga a protezione della difesa. Sostituzione all'intervallo inevitabile e sacrosanta. Bocciato.
dal 46’ DE ROON, voto 6
Entra per rimettere ordine nel caos e lo fa con la solita dose massiccia di temperamento. L'eccessiva foga gli costa un'ammonizione precoce, ma la sua esperienza è vitale per rialzare il baricentro emotivo della squadra. Ci mette lo zampino prezioso nell'azione del definitivo pareggio. Ringhioso.
PASALIC, voto 6
Un primo tempo vissuto pericolosamente ai margini della manovra, nascosto tra le fitte maglie del pressing ospite. Nella ripresa alza i giri del motore e sale in cattedra: gestisce il possesso, sventaglia con intelligenza e, soprattutto, arpiona con caparbietà il pallone da cui scaturirà il 2-2. Non sarà continuo, ma il croato resta un fattore tattico ineludibile. Crescente.
BERNASCONI, voto 6
Una partita vissuta sulle montagne russe dell'incostanza. Mette sul piatto idee sparse, non sorrette da una lucidità continua: il preoccupante dato sulle ventisei palle perse e l'imprecisione nei traversoni (appena tre riusciti su otto tentativi) fotografano una prestazione in cui la grande generosità non si traduce in reale efficacia. Frenetico.
SAMARDZIC, voto 5
La classica sfida dell'ex affrontata con eccessiva frenesia e scarsa incisività. Se in fase di ripiegamento garantisce una copertura generosa, palesa invece limiti evidenti quando deve accendere la luce tra le linee avversarie. Stritolato dalla fisicità degli uomini di Runjaic, risulta lezioso e drammaticamente fumoso. Inconcludente.
dal 57’ KRSTOVIC, voto 6,5
L'approccio al match è quasi da calmante, quando invece servirebbe una scossa tellurica per svegliare la squadra. Con il passare dei minuti, però, si sintonizza sulle frequenze della battaglia agonistica: sfiora il gol con una girata velenosa, impegna severamente Okoye con un bolide deviato e partecipa con personalità all'azione della rimonta. Pungente.
SULEMANA, voto 7
Gettato nella mischia dal primo minuto, interpreta una gara fatta di grande sacrificio e strappi improvvisi. Si rende utile costringendo Mlacic all'ammonizione, instancabile e rovente finale, regalando folate d'orgoglio che incendiano l'arena bergamasca. Intermittente.
SCAMACCA, voto 8
Un centravanti in formato "Extra Large" che si carica letteralmente la squadra sulle spalle nel momento più drammatico della gara. Regala una prova generale di assoluto livello europeo: timbra una doppietta vitale ravvicinata, fa tremare il palo, inventa un assist per Krstovic e si batte come un leone su ogni pallone sporco. Presenza costante e qualità straripante, il faro indiscusso di questa Atalanta. Imperiale.
ALL. PALLADINO, voto 6,5
L'alibi delle quattro pesanti assenze non basta a giustificare l'approccio opaco, lento e compassato dei primi quarantacinque minuti. Ha però l'enorme merito di non naufragare nelle difficoltà e di correggere abilmente la rotta in corsa: inserisce gli uomini più abituati a queste battaglie, trasmette una scossa emotiva furibonda e ottiene una rimonta insperata. Un pareggio di puro carattere che funge da perfetto monito in vista del Bayern Monaco. Riparatore.
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