C'è un muro che si sta alzando, partita dopo partita, a protezione dei sogni dell'Atalanta. Marco Carnesecchi, festeggiato per il traguardo delle 101 presenze in nerazzurro (raggiunto ufficialmente nella gara precedente contro la Roma), si conferma uno dei protagonisti assoluti della rinascita orobica. Contro il Torino, il portiere ha messo la firma sul 2-0 finale con almeno due interventi prodigiosi, certificando un dato statistico impressionante: un solo gol subito – peraltro rocambolesco contro l'Inter – nelle ultime cinque giornate. Ai microfoni di Sky Sport, l'estremo difensore ha analizzato con maturità e ambizione il momento della Dea, sottolineando come la solidità difensiva sia frutto di un lavoro corale e lanciando un messaggio chiaro sugli obiettivi stagionali: l'Atalanta è tornata per restare in alto. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Marco, i numeri iniziano a diventare importanti: un solo gol subito, frutto di un infortunio contro l'Inter, nelle ultime cinque giornate. Anche stasera sei stato decisivo con due parate prodigiose. Per te non esistono mai serate da semplice spettatore?
«Sicuramente fa piacere, ma questi traguardi difensivi si raggiungono esclusivamente di squadra. Il segreto è il pressing che parte dagli attaccanti: quando loro lavorano così bene in prima linea, per noi difensori diventa tutto più semplice e abbiamo la possibilità di intervenire con maggiore lucidità. È un merito da condividere con tutti. Dobbiamo continuare su questa strada, perché la vera differenza delle grandi squadre risiede proprio lì: nella fase difensiva, nella capacità di difendere tutti insieme, compatti. Siamo contenti, ma lavoriamo ogni giorno per migliorare ancora quel dettaglio in più».
La classifica sorride: avete scavalcato il Bologna e ora il sesto posto è nel mirino. Nello spogliatoio c'è la percezione netta di questa crescita esponenziale nell'ultimo mese e mezzo?
«Sì, assolutamente. La nostra percezione interna è di avere a disposizione tantissima qualità. Siamo una squadra forte e finalmente ne stiamo prendendo piena consapevolezza. Lo si vede durante la partita: siamo propensi al risultato, scendiamo in campo con la determinazione di portarlo a casa a tutti i costi. È un aspetto mentale su cui siamo migliorati tantissimo. Il campionato è lungo, ma noi conosciamo bene i nostri obiettivi, sono sempre stati chiari: non raggiungerli sarebbe veramente una disfatta. Quindi testa bassa e pedalare per centrarli».
De Roon ha detto che si respira l'aria dei tempi migliori, come se si fossero riannodati i fili con la vecchia gestione vincente. Condividi questo entusiasmo?
«C'è grande entusiasmo, è innegabile. Però ogni anno fa storia a sé e, come ho sempre detto, non bisogna vivere di ricordi. Bisogna andare in campo e pedalare forte nel presente. Lo stiamo facendo e, di conseguenza, arrivano le prestazioni e i risultati. Siamo felicissimi, ma sarò ripetitivo: l'unica ricetta è continuare così, senza guardarsi indietro».
Billy Costacurta ti fa i complimenti per le 101 presenze. Ti chiediamo: in un aggettivo o in un concetto, qual è la differenza sostanziale che ha portato la gestione Palladino rispetto al recente passato con Juric?
«Grazie mille a Billy per i complimenti. Credo che la differenza stia nell'allineamento di vari fattori: quando arrivano i risultati, automaticamente arriva l'entusiasmo che ti porta a fare grandi prestazioni. Ma c'è di più: siamo felicissimi del mister perché ci ha trasmesso tanta energia e tanta voglia. E poi c'è un aspetto tecnico fondamentale: Palladino è veramente forte nel preparare le partite. Quando scendiamo in campo, sappiamo esattamente cosa fare per mettere in difficoltà l'avversario. Lo abbiamo dimostrato con tutti, anche contro l'Inter, una delle squadre più forti d'Europa, dove li abbiamo imbrigliati stando bassi nel primo tempo e prendendoli a uomo nel secondo. Lo ascoltiamo molto volentieri perché siamo convinti che ci porterà lontano».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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