È il torneo che ogni anno riunisce campioni e amici, racchette e palloni, solidarietà e ricordi. L'Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo — al suo cinquantesimo anno di vita — continua ad animare la Cittadella dello Sport di via Gleno, e nella sua seconda settimana porta in campo un parterre di ex nerazzurri che, tra un game e l'altro, non rinunciano a dire la loro sul calcio vissuto e su quello che verrà. Il nome di Maurizio Sarri risuona da ogni angolo dei campi in terra rossa, come l'attesa condivisa di chi vuole vedere questa Atalanta tornare ai vertici.

IL GIUDICE CHE GIOCA CON LA RACCHETTA - La presenza più insolita e affascinante della serata appartiene a Carlos Bernardes, il più celebre giudice di sedia della storia del tennis mondiale: ha arbitrato finali degli Slam, le Olimpiadi, le ATP Finals, avendo al di là della rete i più grandi nomi del circuito. Vive a Bergamo da qualche anno grazie al legame con la giudice di linea bergamasca Francesca di Massimo, e al torneo dell'Accademia ci è arrivato per la seconda volta — questa volta, però, con la racchetta in mano invece che sulla sedia. «Il torneo dell'Accademia è un evento fantastico per tutta la comunità bergamasca, anche per le opere di bene che ne conseguono. Quest'anno poi si è arricchito di un torneo ufficiale da 15mila dollari di montepremi». Sul tennis azzurro — che mai come in questi anni ha occupato le vette del ranking mondiale — non nasconde il proprio entusiasmo: «Oggi se parli di tennis non puoi non parlare dell'Italia: numero uno del mondo, tre o quattro giocatori nella top 20, anche le ragazze stanno facendo molto bene. C'è continuità con giovani come Federico Cinà, che ha vinto il primo turno domenica al Roland Garros, e Jacopo Vasamì: ma non dobbiamo pretendere di vederli subito tra i top — non si può dare troppa pressione ai ragazzi».

GANZ: «SPERO CHE SARRI RIPORTI LA DEA IN CHAMPIONS» - Tra i protagonisti della serata più attesi c'è sicuramente Maurizio Ganz, idolo degli anni Novanta e bomber della storia atalantina con 37 gol in 76 presenze in nerazzurro. Il torneo dell'Accademia è per lui anche un rito affettivo: «È un evento che diventa sempre più importante: al di là dei giocatori, sono passate tante famiglie e amici. Io ho nel cuore gli anni in cui giocavo con mio papà». Sulla stagione appena conclusa e sulla svolta tecnica che si apre, Ganz non si nasconde: «Quando cambi due allenatori non è mai facile: prima parte non buona, poi Palladino ha chiuso bene. Adesso però si deve partire da quella posizione e migliorare: se arrivasse davvero Sarri spero possa riportare l'Atalanta in Champions».

GALLO: IL NUOVO ARRIVATO CON DUE PROMOZIONI IN TASCA - Al torneo è presente anche Fabio Gallo, che al calcio dà tutto quello che ha: ha cominciato la carriera da allenatore proprio nelle giovanili dell'Atalanta nel 2009, arrivando a guidare la Primavera, e in questa stagione ha scritto un'altra pagina straordinaria portando il Vicenza dalla Serie C alla Serie B con sei giornate di anticipo — seconda promozione consecutiva dalla terza alla seconda serie, unico allenatore in Italia a riuscirci. «Vengo qui dal 1995, è diventata un'istituzione. Il mio anno è stato straordinario, Vicenza è una piazza meravigliosa». Sull'Atalanta che sarà: «Sarri avrà bisogno del suo tempo per imporre la sua filosofia, ma è molto preparato e competente».

PORRINI, PERRONE E PELIZZOLI: TRE VOCI NERAZZURRE - Quella del torneo è anche la serata di Sergio Porrini, difensore che nell'Atalanta dei primi anni '90 ha costruito la sua reputazione prima di volare alla Juventus — dove avrebbe poi vinto la Champions League del 1996 — e che da oltre trent'anni non manca all'appuntamento di via Gleno. «Dovremmo essere tutti orgogliosi di partecipare per l'obiettivo della solidarietà — ha detto — Per l'Atalanta ci si poteva aspettare un calo dopo gli anni di Gasperini, ma è arrivata comunque l'Europa che è un grandissimo traguardo». Carlo Perrone, indimenticato idolo nerazzurro che si stima alla sua 36ª partecipazione al torneo, dà una lettura personale sulla scelta dell'allenatore: «Juric non mi aveva convinto dall'inizio come scelta, ma la seconda parte è stata positiva a mio avviso. Con Sarri arriva un allenatore capace e che in Italia ha fatto grandi cose: ha tutto per fare bene anche in questa piazza». Ivan Pelizzoli, ex portiere che nell'Atalanta ha mosso i primissimi passi prima di giocare in Serie A con Roma e Fiorentina, spende invece le parole più belle per chi della porta nerazzurra è oggi il simbolo: «Marco Carnesecchi per me è il portiere migliore della Serie A: è cresciuto in casa e si merita tutto quello che si è guadagnato».

NERI E LE RIVELAZIONI SU RASPADORI E SCAMACCA - A chiudere il cerchio delle dichiarazioni della serata c'è Maurizio Neri, responsabile tecnico del settore giovanile della Reggiana, che nelle giovanili del Sassuolo ha visto crescere Giacomo Raspadori e Gianluca Scamacca e non esita a fare pronostici sul futuro dei due: «Ho avuto il grande onore di lavorare con Jack, l'ho conosciuto da Under 15: è un esempio dentro e fuori dal campo, ha grande umiltà ed educazione. Professionista vero, uno di quei ragazzi che sei felice quando arriva. Gianluca per me invece è l'attaccante italiano potenzialmente più forte nel ruolo: non abbiamo ancora visto il vero Scamacca, lui sa di avere grandi capacità e spesso si arrabbia con se stesso quando non riesce ad esprimersi come vorrebbe». Parole che, nell'attesa di capire se Sarri vorrà puntare su Scamacca come centravanti della nuova Atalanta, alimentano la curiosità nerazzurra per l'estate che si apre.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Interviste / Data: Mar 26 maggio 2026 alle 23:53
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture