L'ennesimo passaggio a vuoto consumatosi sul prato della New Balance Arena impone riflessioni profonde e un bagno di realtà in casa Atalanta. Al termine dello scialbo pareggio a reti bianche contro il Genoa, Raffaele Palladino ha deciso di metterci la faccia davanti ai microfoni televisivi di Sky Sport, affrontando con lucida e amara schiettezza il preoccupante momento attraversato dalla sua squadra. Nessun alibi dietro cui nascondersi, ma tanta autocritica e uno sguardo sincero su un finale di stagione che rischia di macchiare gli enormi sforzi profusi negli ultimi mesi.
IL PESO DEL DOPPIO FRONTE E L'APPANNAMENTO MENTALE - La rincorsa forsennata che ha visto i nerazzurri risalire dai bassifondi della classifica fino alle zone nobili ha inevitabilmente presentato un conto salatissimo. Il tecnico non usa giri di parole per fotografare l'emergenza atletica: «Abbiamo disputato tre competizioni ad altissima intensità e ora stiamo pagando dazio. Siamo arrivati a questo punto fisiologicamente scarichi e molto meno lucidi rispetto a un mese e mezzo fa. C'è enorme rammarico perché volevamo a tutti i costi riscattare la prestazione di Cagliari. Sul piano della manovra produciamo ancora un buon calcio, ma concretizziamo infinitamente meno di quanto meritiamo. Dobbiamo ritrovare qualità e rabbia negli ultimi sedici metri, anche se ammetto che in questo momento la fortuna non è dalla nostra parte».
LA STRIGLIATA A SCAMACCA E L'ANALISI TATTICA - – come riferisce Tuttomercatoweb – l'allenatore si è soffermato sulle scelte offensive e sull'esperimento del doppio centravanti di peso dal primo minuto. Se la prova di Nikola Krstovic ha strappato una convinta sufficienza, non si può dire lo stesso per il suo partner di reparto: «Ero consapevole che i liguri avrebbero impostato la gara sui duelli individuali. Purtroppo Gianluca Scamacca mi ha deluso: si è fatto anticipare un'infinità di volte e ha perso troppi contrasti. Da un giocatore delle sue qualità ci aspettiamo indubbiamente un contributo maggiore. Nella ripresa ho inserito due trequartisti per dare più fluidità, la manovra ne ha giovato, ma non è bastato per abbattere il muro avversario».
IL BILANCIO STAGIONALE E LE PRESSIONI ESTERNE - Nonostante la burrasca attuale, la guida tecnica ci tiene a fare da scudo al gruppo, difendendo quanto seminato da agosto a oggi. «Ricordiamoci che eravamo tredicesimi in classifica e ci siamo riportati fino al settimo posto. Questi ragazzi hanno dimostrato di avere valori umani e tecnici immensi. Siamo stati estromessi dalle semifinali di Coppa Italia senza alcun demerito e abbiamo vissuto un percorso esaltante in Champions League arrivando fino agli ottavi di finale. Le prestazioni ci sono quasi sempre state, eccezion fatta per la disastrosa prima mezz'ora contro i sardi». Sulle pressioni della piazza, la risposta è perentoria: «Siamo tutti costantemente sotto esame, io per primo. Dobbiamo dare tutti qualcosa in più, ma sarebbe un delitto buttare via quanto di buono abbiamo faticosamente costruito».
IL BIVIO SUL FUTURO E L'INCONTRO DECISIVO - La chiosa è inevitabilmente dedicata a ciò che accadrà quando calerà il sipario sul campionato, con l'ombra di un possibile ribaltone che aleggia su Zingonia. «Questa è una rosa che gioca assieme da tantissimo tempo, ha speso energie incredibili e ha saputo vincere, creando un nucleo fortissimo. Quando finirà il torneo mi siederò a un tavolo con la società: parleremo in maniera aperta e faremo tutte le valutazioni definitive per capire la direzione da prendere».
Il messaggio lanciato dalla stanza dei bottoni è forte e chiaro. Serve un disperato sussulto d'orgoglio per onorare le ultime sfide, prima di aprire il processo a un ciclo che si appresta a vivere la sua estate più torrida e decisiva.
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