La marcia di avvicinamento al delicatissimo incrocio dell'Olimpico si infiamma con dichiarazioni intrise di carica agonistica e inequivocabile voglia di rivalsa. A tracciare la rotta per la formazione capitolina e a spronare l'ambiente ci ha pensato Stephan El Shaarawy, che ha voluto fissare pubblicamente gli ambiziosi obiettivi della sua squadra a pochissimi minuti dal fischio d'inizio della supersfida che vale una grossa fetta di stagione.

LA FAME DI CLASSIFICA E LA ZONA CHAMPIONS - Il passo falso di alcune dirette concorrenti nelle gare d'anticipo ha regalato un'iniezione di adrenalina pura allo spogliatoio romanista, rendendo la posta in palio ancora più pesante. La consapevolezza della potenziale svolta è totale. «Arriviamo a questo appuntamento estremamente preparati e caricati a mille, specialmente dopo aver osservato i risultati maturati nella giornata di ieri», ha esordito l'esterno – come riferisce DAZN – evidenziando la succulenta occasione a disposizione della Lupa. L'obiettivo dichiarato non ammette mezze misure: «Sappiamo che con un successo possiamo sorpassare il Como e agganciare la Juventus al piano di sopra. Si tratta di una gara letteralmente fondamentale per le dinamiche della graduatoria, ma lo è in egual misura per la testa e per consolidare la nostra fiducia interna».

IL PESO DEL DIGIUNO E IL SACRIFICIO TATTICO - L'analisi si è poi spostata sul piano prettamente personale, sfiorando il tasto dolente di un bottino realizzativo decisamente al di sotto delle sue storiche medie stagionali. L'ex Milan non si è nascosto dietro a un dito, ammettendo la fisiologica sofferenza per la prolungata astinenza da reti, parzialmente giustificata dalle mutevoli esigenze tattiche dell'allenatore. «La mancanza del gol pesa parecchio, perché in fondo la mia natura resta quella di un attaccante puro. Quest'anno, tuttavia, ho avuto un minutaggio inferiore rispetto al passato e, in diverse occasioni, mi è stato chiesto di sacrificarmi agendo da quinto a tutta fascia», ha spiegato il Faraone con estrema lucidità. «Questo ruolo maggiormente arretrato ha inevitabilmente influito sulla mia pericolosità sotto porta, ed è innegabile che la gioia della rete mi manchi».

L'ESAME CONTRO I RAGAZZI DI PALLADINO - Nonostante il cruccio per le statistiche personali, le priorità del collettivo vengono sempre prima di ogni singola ambizione. L'incrocio contro le truppe perfettamente collaudate di Raffaele Palladino rappresenta l'ennesimo esame di laurea per il gruppo romano. Anche se il match non si disputa nella bolgia della New Balance Arena, la compagine orobica è notoriamente un osso durissimo da masticare per chiunque. La chiosa dell'esperto numero 92 suona come un vero e proprio patto d'acciaio con i tifosi: «Oggi la priorità assoluta e l'unica cosa che conta realmente è dare il massimo per conquistare la vittoria, al di là di chi scriverà il proprio nome sul tabellino dei marcatori».

La parola passa ora inesorabilmente al rettangolo verde. La fame cieca della Roma si scontra frontalmente con l'organizzazione ferrea dell'Atalanta, per una notte che promette emozioni fortissime e zero calcoli.

© Riproduzione Riservata

Sezione: L'avversario / Data: Sab 18 aprile 2026 alle 20:20
Autore: Daniele Luongo
vedi letture