Sesta sconfitta in altrettante giornate, un avvio da incubo e una reazione rimasta senza premio. Dopo il 3-1 incassato alla New Balance Arena contro l'Atalanta di Sarri, con l'ombra di Zanetti che si allunga sulla panchina lagunare, Giovanni Stroppa ha commentato ai microfoni di DAZN una serata che fotografa l'intera stagione del Venezia: troppa leggerezza nei primi minuti, tante occasioni create e sprecate, una produzione offensiva che i numeri premiano e la classifica no. Poi la domanda più scomoda, quella sulla fiducia della società, alla quale il tecnico ha risposto senza nascondersi. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, a mettere in evidenza la mezz'ora di atteggiamento leggero contro un'Atalanta entrata fortissimo sono proprio le tante occasioni che avete avuto: il palo di Yeboah, il gol annullato ad Akor Adams, la traversa, le due volte a tu per tu con il portiere. Quali sono le sue sensazioni?
«È troppo poco. Sono d'accordo con te, perché i gol che abbiamo preso nei primi dieci minuti non si possono prendere con quella leggerezza: parlo proprio di leggerezza, perché poi la gestione del palleggio nel secondo tempo è stata di grandissimo livello. Tra l'altro avevamo iniziato bene, perché nei primi trenta-quaranta secondi eravamo arrivati al tiro con Yeboah e con Bašić: benissimo l'approccio, solo che abbiamo regalato loro due passaggi, sono ripartiti, e poi c'è stato il gol sul blocco su calcio d'angolo a sfavore, che conoscevamo e sul quale potevamo sicuramente fare meglio ed essere più scaltri. Il secondo tempo è stato sicuramente di grande livello, quindi che dire: mi dispiace, perché siamo sempre qui a parlare di un Venezia in chiaroscuro, ma paghiamo quella faccia che ci ha penalizzato oltremodo».

È una squadra di grande qualità, che costruisce tantissime palle gol senza concretizzarle: deve lavorare sulla cattiveria, anche nel difendere. È un aspetto mentale che manca, viste i risultati che non arrivano?
«Sui primi dieci-quindici minuti sono assolutamente d'accordo: aspetto mentale, leggerezza nel fare le cose. Poi prendiamo gli schiaffi e la reazione è stata di valore, quindi chiaramente bisogna ripartire da lì. Per non prendere gol abbiamo anche modificato certe cose, e nel secondo tempo la squadra ha rischiato davvero poco, ma serve sicuramente un atteggiamento diverso. Sono assolutamente d'accordo con voi».

I numeri raccontano un possesso palla alto, un controllo territoriale intenso e una netta differenza tra gol segnati e gol attesi, anche stasera 2,51. Non ha toccato la squadra fino agli ultimi minuti: segno che dalla panchina vedeva la direzione giusta e che mancava solo un gol per riaprirla?
«Assolutamente sì. Mi sembrava che tutti e dieci i giocatori di movimento stessero facendo una prestazione di livello, vincendo i duelli e gestendo la palla nel modo giusto. Noi non lavoriamo per un possesso palla banale, statico e poco incisivo: ripeto quello che ho detto all'inizio, siamo arrivati due o tre volte davanti al portiere con palle filtranti. C'è stato un gol bellissimo annullato ad Akor Adams, peccato fosse in fuorigioco; abbiamo infilato centralmente e siamo arrivati al cross dalle corsie laterali; c'è una traversa di Adams, oltre all'incrocio dei pali di Yeboah, e Yeboah davanti al portiere. È un peccato, perché in questa categoria è vero che punto il dito sui gol presi e sulla leggerezza con cui li abbiamo presi, ma di sicuro bisogna fare gol quando hai le occasioni, e occasioni così evidenti danno fastidio».

Prima della sosta, dopo la sconfitta con la Lazio, la società le aveva rinnovato la fiducia in modo molto chiaro: crede che questo risultato possa cambiare le valutazioni, o la linea delle prestazioni è tracciata?
«Guardi, è chiaro che questa domanda non dovete farla a me. I risultati sono molto penalizzanti, assolutamente. Io lavoro per quello che posso dare alla squadra, caratterialmente e a livello di gestione: la squadra mi sembra molto viva, e tra l'altro avevo detto nel pre-partita che stiamo recuperando giocatori importanti. Permettetemi, è normale venire qui a dire cose scontate, ma è la realtà delle cose: penso di aver fatto il mio lavoro al meglio. È chiaro che i risultati sono assolutamente penalizzanti, sono molto dispiaciuto e mi prendo tutte le responsabilità. Dall'altra parte vedo durante la settimana come la squadra lavora sul campo, quindi vado avanti a testa bassa, perché questa squadra, per come lavora, merita molto di più».

Un'analisi lucida e senza alibi, che rivendica la qualità del gioco ma non nasconde il peso di una classifica ferma a zero. Stroppa si assume ogni responsabilità e lascia la decisione a chi deve prenderla: per un Venezia che tira tanto ma segna poco, il tempo delle prestazioni rischia di essere scaduto.

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Sezione: L'avversario / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 20:55
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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