ATALANTA-VENEZIA 3-1 (p.t. 3-1)
4' Kessie (A), 6' e 30' Krstovic (A), 37' Hainaut (V)

Una vittoria che interrompe la serie negativa ma che lascia più di un interrogativo. Al termine del 3-1 sul Venezia alla New Balance Arena, Andrea Riscassi, inviato di Rai Sport, ha analizzato la serata nerazzurra ai microfoni di Bergamo TV. Dalla mezz'ora iniziale a cui non è seguita la stessa intensità, ai concetti della marcatura a zona non ancora assimilati dalla difesa dell'Atalanta di Sarri, passando per la prestazione di un Venezia tutt'altro che arrendevole, le parole di Stroppa e lo stato d'animo di una tifoseria che, a suo dire, deve ancora elaborare il cambiamento. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Andrea, che partita è stata? La Dea è sembrata decisamente diversa dopo la prima mezz'ora.
«Decisamente meglio fino all'intervallo. Questo deve far riflettere, nel senso che le partite durano novanta minuti e, secondo me, dopo trentuno minuti la Dea ha pensato che fosse chiusa. Guardando come ha giocato il Venezia nelle cinque partite precedenti, è vero che ha zero punti, però ha avuto tante occasioni allora e ne ha avute tante anche stasera: diciamo che con una punta come Krstović non credo che sarebbe finita 3-1 per l'Atalanta, perché sono forti, ma manca loro qualcosa davanti. La Dea, dietro, secondo me non ha ancora assimilato i concetti della marcatura a zona: se guardate anche il gol subito, è un buco, e ci sono inserimenti non letti. Mi è piaciuto molto l'attacco, tranne De Ketelaere, e molto meno la difesa, che è in emergenza continua: quindi non so con chi giocherà giovedì contro il Pafos. Spero che dia qualche chance anche a Obric, o comunque a chi è stato tanto in panchina e oggi, come diceva Elisa prima, ha guardato la partita dalla panchina come noi dalla tribuna».

Un commento anche su Stroppa: non deve essere facile parlare dopo sei sconfitte consecutive, ma ci ha messo la faccia.
«Sì, però, oggettivamente, lui in campo non scende più: secondo me la gara era stata preparata in un certo modo, poi è chiaro che se prendi due gol in sette-dieci minuti è difficile risalire la corrente. Per come ha giocato il secondo tempo, mi immagino che possa essere confermato per un'altra partita, perché non si può dire che il Venezia esca spezzato da questa sfida. Ha avuto occasioni e non le ha sfruttate, ma non si può dire che abbia giocato male neanche stasera. Se l'Atalanta, invece di trenta minuti, ne avesse giocati sessanta, secondo me avrebbe condannato Stroppa all'esonero. Così non è stato, e sono contento per lui, perché secondo me è un ottimo allenatore: ho visto il suo Venezia giocare anche l'anno scorso e so che è un allenatore che fa giocare bene le squadre».

Che cosa rispondiamo ai tifosi che si lamentano, criticano la squadra e non sono fiduciosi?
«Ho guardato prima i commenti sul profilo dell'Atalanta e non erano entusiasti. Chi commenta però è chi vede la partita da casa, mentre qui allo stadio si è sentito rumoreggiare forse soltanto all'inizio, perché, come ricorda Stroppa parlando del tiro di Bašić, il Venezia non è partito subendo il gol dell'Atalanta: è partito in maniera offensiva, e le tribune hanno un po' rumoreggiato. Secondo me siamo ancora in quella fase di lutto, perché non giochiamo più come si giocava prima. Però quella fase di lutto prima o poi andrà superata: non è più quell'Atalanta lì, è un altro tipo di Atalanta. È cambiato il modulo, sono cambiati i giocatori, per cui bisogna, come diceva Elisa prima, accontentarsi dei tre punti, sperando che di tre punti in tre punti si riesca a costruire una squadra che possa anche giocare bene. Per ora la vediamo giocare bene a sprazzi, perché le occasioni le ha avute anche l'Atalanta: come diceva Stroppa, fa un po' sorridere che sul 3-1 giochi in contropiede. E vi dirò che il fatto che i giocatori siano appena tornati dalle nazionali ha pesato: Krstović alla fine era stanco, e penso che non sia stato sostituito anche per via dei problemi muscolari. Elmas era stanco e ha fatto un fallo veramente da fuori di testa, perché sul 3-1, in quella zona di campo, non fai mai un fallo del genere: credo che anche questo abbia inciso. Questa lunghissima sosta ha pesato sia sui giocatori sia, immagino, sui tifosi».

Un'analisi senza sconti, ma anche un invito alla pazienza: per Riscassi la Dea è ancora a metà del guado, con un attacco promettente e una difesa che deve imparare una lingua nuova. E una tifoseria chiamata a voltare pagina, perché l'Atalanta di prima non tornerà, mentre quella nuova va costruita di tre punti in tre punti, come quelli conquistati contro un Venezia che tira tanto ma raccoglie poco.

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Sezione: Interviste / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 21:27
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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